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LA CHIESA DI DIO

S. Onofrio   12/6/2019

 

Sant' Onofrio Eremita


Etimologia: Deriva dal latino Omuphrius, tratto dal copto Uenofre, significa

Martirologio Romano: In Egitto, santOnofrio, anacoreta, che visse piamente per sessantanni nelle vastit del deserto.

Sant Onofrio

Pafnuzio, monaco in Egitto nel V secolo, desideroso di incontrare gli anacoreti del deserto, per conoscere la loro vita e la loro esperienza eremitica, di cui tanto si parlava in quel tempo e in quella zona, si inoltr dunque nel deserto alla loro ricerca.
Dopo due tappe fatte in 21 giorni, sfinito si accasci a terra; vide allora apparire una figura umana di terribile aspetto, ricoperta da capo a piedi solo dai lunghi capelli e da qualche foglia.
Questo abbigliamento era solito negli anacoreti, che abituati a star soli e visti solo dagli angeli, alla fine facevano a meno di un indumento difficile a procurarsi o a sostituire l nel deserto.
Inizialmente spaventato, Pafnuzio cerc di scappare, ma la figura umana lo chiam dicendogli di restare, allora egli cap di aver trovato chi cercava, era un anacoreta. Stabilitasi una fiducia reciproca, cominciarono le confidenze, leremita disse di chiamarsi Onofrio e stava nel deserto da 70 anni e di non aver mai pi visto anima viva, si nutriva di erbe e si riposava nelle caverne; ma inizialmente non fu cos, aveva vissuto in un monastero della Tebaide a Ermopolis, insieme ad un centinaio di monaci.
Ma desideroso di una vita pi solitaria sullesempio di s. Giovanni Battista e del profeta Elia, lasci il monastero per dedicarsi alla vita eremitica; inoltratosi nella zona desertica con pochi viveri, dopo alcuni giorni incontr in una grotta un altro eremita, cui chiese di iniziarlo a quella vita cos particolare.
Leremita laccontent e poi lo accompagn in un posto che era unoasi con palmizi, stette con lui trenta giorni e poi lo lasci solo, ritornandosene alla sua caverna. Una volta lanno leremita lo raggiungeva per fargli visita e confortarlo, ma in una di queste visite, appena arrivato si inchin per salutare e si accasci morendo; pieno di tristezza Onofrio lo seppell in un luogo vicino al suo ritiro.
Onofrio poi racconta a Pafnuzio di come si adattava al cambio delle stagioni, di come resisteva alle intemperie e di come si sosteneva, un angelo provvedeva quotidianamente al suo nutrimento, lo stesso angelo la domenica gli portava la s. Comunione. Il miracolo dellangelo fu visto pure da Pafnuzio che Onofrio condusse al suo eremo di Calidiomea, il luogo dei palmizi.
Continuarono le loro conversazioni spirituali finch il santo anacoreta disse: Dio ti ha inviato qui perch tu dia al mio corpo conveniente sepoltura, poich sono giunto alla fine della mia vita terrena. Pafnuzio propose ad Onofrio di prendere il suo posto, ma leremita rispose che non era questa la volont di Dio, egli doveva ritornare in Egitto e raccontare ci di cui era stato testimone.
Dopo averlo benedetto si inginocchi in preghiera e mor; Pafnuzio ricopertolo con parte della sua tunica, lo seppell in un anfratto della roccia. Prima che egli partisse, una frana ridusse in rovina la caverna di Onofrio, abbattendo anche i palmizi, segno della volont di Dio, che in quel posto nessun altro sarebbe vissuto come eremita.
La Vita scritta da Pafnuzio, nota anche in diverse recensioni orientali, greca, copta, armena, araba; essa ci presenta in effetti un elogio della vita monastica cenobitica e nel contempo, una presentazione dello stato di vita pi perfetto: la solitudine nel deserto.
Indipendentemente dalla esistenza storica di Onofrio, la Vita greca di Pafnuzio si conclude dicendo che il santo eremita, mor un 11 giugno, comunque s. Onofrio celebrato il 12 giugno nei sinassari bizantini. Antonio, arcivescovo di Novgorod riferisce che ai suoi tempi (1200) la testa di Onofrio era conservata nella chiesa di S. Acindino.
Il suo culto e il suo ricordo fu esteso in tutti i Paesi dellAsia Minore e in Egitto, tutti i calendari di queste regioni lo riportano chi al 10, chi all11, chi al 12 giugno; in arabo lAb Nufar, (lerbivoro), qualifica che gli si adatta perfettamente.
Limmagine di s. Onofrio anacoreta nudo, ricoperto dei soli capelli, fu oggetto della rappresentazione figurata nellarte, in tutti i secoli, arricchita dei tanti particolari narrati, il perizoma di foglie, il cammello, il teschio, la croce, lostia con il calice, langelo.

Il nome Onofrio di origine egizio e significa che sempre felice. In Egitto era un appellativo di Osiride.


Autore:
Antonio Borrelli