...Perché noi siamo furbi!
LA CHIESA DI DIO

S. Francesco Saverio   3/12/2020

 

 

Xavier, Spagna, 1506 - Isola di Sancian, Cina, 3 dicembre 1552

Studente a Parigi conobbe sant'Ignazio di Loyola e fece parte del nucleo di fondazione della Compagnia di Ges. E' il pi grande missionario dell'epoca moderna. Port il Vangelo a contatto con le grandi culture orientali, adattandolo con sapiente senso apostolico all'indole delle varie popolazioni. Nei suoi viaggi missionari tocc l'India, il Giappone, e mor mentre si accingeva a diffondere il messaggio di Cristo nell'immenso continente cinese. (Mess. Rom.)

Patronato: Giappone, India, Pakistan, Missioni, Missionari, Marinai

Etimologia: Francesco = libero, dall'antico tedesco

Martirologio Romano: Memoria di san Francesco Saverio, sacerdote della Compagnia di Ges, evangelizzatore delle Indie, che, nato in Navarra, fu tra i primi compagni di santIgnazio. Spinto dallardente desiderio di diffondere il Vangelo, annunci con impegno Cristo a innumerevoli popolazioni in India, nelle isole Molucche e in altre ancora, in Giappone convert poi molti alla fede e mor, infine, in Cina nellisola di Sancian, stremato dalla malattia e dalle fatiche.


Questo pioniere delle missioni dei tempi moderni, patrono dell'Oriente dal 1748, dell'Opera della Propagazione della Fede dal 1904, di tutte le missioni con S. Teresa di Ges Bambino dal 1927, nacque da nobili genitori il 7-4-1506 nel castello di Xavier, nella Navarra (Spagna). Francesco non sarebbe diventato un giurista e un amministratore come suo padre, n un guerriero come i suoi fratelli maggiori, ma un ecclesiastico come un qualunque cadetto del tempo. Per questo nel 1525 si rec ad addottorarsi all'universit di Parigi sognando pingui benefici nella diocesi di Pamplona. Il suo incontro con Ignazio di Loyola fu provvidenziale perch lo trasform da campione di salto e di corsa in araldo del Vangelo, da professore di filosofia in Santo. Assegnato nel collegio di Santa Barbara alla medesima stanza del Saverio, il fondatore della Compagnia di Ges aveva visto a fondo nell'anima di lui, gli si era affezionato e pi volte gli aveva detto: "Che giova all'uomo guadagnare anche tutto il mondo, se poi perde l 'anima? (Mc. 8, 36). Pi tardi Ignazio confider che Francesco fu "il pi duro pezzo di pasta che avesse mai avuto da impastare" e il Saverio, nel fare quaranta giorni di ritiro sotto la direzione d'Ignazio prima d'iniziare lo studio della teologia, pregher: "Ti ringrazio, o Signore, per la provvidenza di avermi dato un compagno come questo Ignazio, dapprima cos poco simpatico".
Il 15-8-1534 anche lui, insieme al Loyola, nella chiesetta di Santa Maria di Montmartre fece voto di castit e di povert e di pellegrinare in Palestina o, in caso d'impossibilit, di andare a Roma per mettersi a disposizione del papa. Anche lui, all'inizio del 1537, si trov con gli altri primi sei compagni all'appuntamento fissato a Venezia, ma la guerra scoppiata tra la Turchia e la Repubblica Veneta impedi loro di mandare ad effetto il voto fatto. Ignazio e i suoi discepoli si dedicarono allora all'assistenza dei malati nell'ospedale degl'Incurabili fondato da S. Gaetano da Thiene e, dopo essere stati ordinati sacerdoti, alla predicazione per le piazze in uno strano miscuglio di lingue neo-latine. A Bologna specialmente il Saverio si acquist fama di predicatore e di consolatore dei malati e dei carcerati, ma in sei mesi si rovin la salute dandosi ad austerissime penitenze. S. Ignazio lo chiam a Roma come suo segretario. Nella primavera del 1539 egli prese parte alla fondazione della Compagnia di Ges e, l'anno dopo, fu mandato al posto di Nicol Bobadilla, colpito da sciatica, alle Indie Orientali in qualit di legato papale per tutte le terre situate ad oriente del capo di Buona Speranza, in seguito alle insistenti preghiere rivolte da Giovanni III, re del Portogallo, a Ignazio per avere sei missionari.
Durante il penoso viaggio a vela, protrattosi per tredici mesi, il Saverio si sovraspese per l'assistenza spirituale ai 300 passeggeri facenti parte non certo della "buona societ", nonostante che per due mesi avesse sofferto il mal di mare. Una notte, all'ospedale di Mozambico, avendolo il medico trovato tremante di febbre, gli ordin di andare a letto. Poich un marinaio stava morendo impenitente, gli rispose: "Non posso andarci. Un fratello ha tanto bisogno di me". Stabilitosi nel collegio di San Paolo a Goa, cominci il suo apostolato (1542) tra la colonia portoghese che con la sua vita immorale scandalizzava persino i,pagani. Poi estese il suo ministero ai malati, ai prigionieri e agli schiavi con tanta premura da meritare il titolo di "Santo Padre" e "Grande Padre". Con un campanello raccoglieva per le strade i fanciulli e ad essi insegnava il catechismo e cantici spirituali.
Dopo cinque mesi il governatore delle Indie lo mand al sud del paese dove i portoghesi avevano costruito le loro fortezze, avviato i loro commerci e battezzato gl'indigeni e i prigionieri di guerra senza sufficiente preparazione. Molti di essi erano ricaduti nell'idolatria, come i pescatori di perle della costa del Paravi i quali, otto anni prima, avevano chiesto il battesimo per essere difesi dai maomettani. Francesco, che non possedeva il dono delle lingue, con l'aiuto d'interpreti tradusse subito nei loro idiomi le principali preghiere e verit della fede. Poi, per due anni, pass di villaggio in villaggio, a piedi o su disagevoli imbarcazioni di cabotaggio, esposto a mille pericoli, fondando chiese e scuole, facendosi a tutti maestro, medico, giudice nelle liti, difensore contro le esazioni dei portoghesi, salutato ovunque quale Santo e taumaturgo. "Talmente grande la moltitudine dei convertiti - scriveva egli - che sovente le braccia mi dolgono tanto hanno battezzato e non ho pi voce e forza di ripetere il Credo e i comandamenti nella loro lingua". In un mese arriv a battezzare 10.000 pescatori della casta dei Macua, nel Travancore. Mentre era intento ad amministrare il sacramento, ricevette la triste notizia che 600 cristiani di Manaar avevano preferito lasciarsi uccidere anzich tornare al paganesimo. Ne prov un momento di sconforto: "Sono cos stanco di vivere - scrisse - che la migliore cosa per me sarebbe morire per la nostra Santa fede". Lo rattristava il vedere commettere tanti peccati e non poterci fare nulla.
Bench continuamente a disposizione del prossimo, il Santo fu sempre trattato male da ufficiali e mercanti portoghesi, decisi a non permettere che la sua caccia alle anime intralciasse loro la ricerca di piaceri e di ricchezze. Noncurante degli uomini, negli anni successivi (1545-1547) egli apr nuovi campi all'apostolato. Predic per quattro mesi nell'importante centro commerciale di Malacca; visit l'arcipelago delle Molucche; nell'isola di Amboina, presso la Nuova Guinea, riusc ad avvicinare la popolazione impaurita di un villaggio stando seduto e cantando tutti gl'inni che sapeva; si spinse fino all'isola di Ternate, estrema fortezza dei portoghesi, e pi oltre ancora, fino alle isole del Moro, al nord delle Molucche, abitate da cacciatori di teste. Col agli ospiti indesiderati si servivano pietanze avvelenate. Quando il Saverio decise di visitarle, gli suggerirono di portare con s degli antidoti, ma egli prefer riporre in Dio tutta la sua fiducia. "Queste isole - scriver il 20-1-1548 - sono fatte e disposte a meraviglia perch vi ci si perda la vista in pochi anni per l'abbondanza delle lacrime di consolazione... Io circolavo abitualmente nelle isole circondate da nemici e popolate da amici poco sicuri, attraverso terre sprovviste di qualsiasi rimedio per le malattie e prive di qualsiasi soccorso per conservare la vita". Ciononostante egli pregava: "Non allontanarmi, o Signore, da queste tribolazioni se non hai da mandarmi dove io possa soffrire ancora di pi per amore tuo".
Dopo tre mesi di fatiche, torn a Ternate. Il sultano regnante fece buona accoglienza al missionario, ma alla fede cristiana prefer le sue cento mogli e le numerose concubine. Raggiunta Malacca nel dicembre 1547, la Provvidenza fece incontrare al Saverio un fuggiasco giapponese, Anjiro, desideroso di farsi cristiano per liberarsi dal rimorso cagionatogli da un delitto commesso in patria. Il Santo rimase talmente sedotto dalle notizie da lui avute sul Giappone e i suoi abitanti che concep un estremo desiderio di andarli ad evangelizzare. Dopo aver provveduto per il governo del Collegio di San Paolo a Goa e l'invio di missionari nelle localit visitate, parti per il Giappone in compagnia di Anjiro, suo collaboratore. Sbarc a Kagoshima, nell'isola di Kiu-Sciu, il 15-8-1548. Il principe Shimazu Takahisa lo accolse gentilmente, e mentre egli studiava la lingua del paese, Anjro convertiva al cattolicesimo oltre un centinaio di parenti e amici. "I Giapponesi - scrisse il Saverio in Europa - sono il migliore dei popoli". Quando il principe, sobillato dai bonzi, viet ogni ulteriore battesimo, il coraggioso missionario decise di presentarsi addirittura all'imperatore e alle universit della capitale, Miyako (Kyoto), ma a causa della guerra civile endemica le universit non vollero aprirgli le porte e l'imperatore in fuga non volle riceverlo (1551), perch sprovvisto di doni e poveramente vestito. Si present allora in splendidi abiti e con preziosi doni al principe di Yamaguch che gli concesse piena libert di predicazione. In breve tempo egli riusc a creare una fiorente cristianit che form 1e delizie della sua anima" e ad estenderla nel vicino regno di Bungo.
Quando nell'inverno del 1551, richiamato da urgenti affari, il Saverio ritorn in India, in Giappone c'erano oltre 1.000 cristiani. Le fatiche avevano imbiancato i suoi capelli. Quante volte, sempre immerso nella preghiera, aveva dovuto camminare a piedi nudi e sanguinanti o passare a guado fiumi gelati! Quante volte, affamato e intirizzito, era stato cacciato dalle locande a sassate! Sovente cadde esausto sul ciglio delle strade. Per poter proseguire il suo viaggio talora dovette occuparsi come stalliere presso viaggiatori pi fortunati.
Per i Giapponesi, i Cinesi erano i maestri indiscussi di ogni scibile. Essendosi sempre sentito opporre dai bonzi che se la religione cristiana fosse stata vera, i cinesi l'avrebbero gi conosciuta, decise di andarli a convertire. Poich la prigione o la morte erano la sorte che toccava a tutti gli stranieri che cercavano di entrare in quel paese, il Saverio organizz un'ambasciata alla corte dell'imperatore della Cina, di cui egli avrebbe fatto parte. A Malacca per l'ammiraglio portoghese in carica, irritato perch non era stato scelto lui come ambasciatore, mand a monte il progettato viaggio denunciando pubblicamente il Santo come falsificatore di bolle papali e imperiali. Senza lasciarsi abbattere dal grave colpo, l'illuminato apostolo il 17-4-1552 approd all'isola di Sanciano con un servo cinese convertito, Antonio di Santa Fe. Col trov antichi amici che gli offersero ospitalit e un contrabbandiere che per 200 ducati si dichiar disposto a sbarcarli segretamente alle porte di Canton. Ad un amico il Santo scrisse: "Pregate molto per noi, perch corriamo grande pericolo di essere imprigionati. Tuttavia, gi ci consoliamo anticipatamente al pensiero che meglio essere prigionieri per puro amor di Dio, che essere liberi per avere voluto fuggire il tormento e la pena della croce".
Il giorno stabilito il contrabbandiere manc alla parola data. Nel rigido inverno, il Saverio si ammal di polmonite, e privo com'era di ogni cura mor in una capanna il 3-12-1552 dopo avere pi volte ripetuto: "Ges, figlio di Davide, abbi piet di me! 0 Vergine, Madre di Dio, ricordati di me!". Il suo corpo fu seppellito dal servo nella parte settentrionale dell'isola, in una cassa ripiena di calce. Due anni dopo fu trasportato, integro e intatto, prima a Malacca e poi a Goa, dove si venera nella chiesa del Buon Ges.
Paolo V beatific il Saverio il 21-10-1619 e Gregorio XV lo canonizz il 12-3-1622. Si calcola che il Santo missionario abbia conferito il battesimo a circa 30.000 pagani. Il suo continuo peregrinare per lontanissime regioni diede ad alcuni l'impressione che fosse di temperamento volubile. Come legato del papa, pioniere, superiore e provinciale dei Gesuiti, era spiegabile che egli, ardentissimo della gloria di Dio e della salvezza delle anime, sospirasse di prendere visione del suo sterminato territorio per inviarvi gli operai occorrenti. S. Ignazio avrebbe preferito che, invece di pagare di persona, fosse rimasto ad amministrare le missioni dell'India, e avesse inviato a dissodare il terreno altri confratelli. La lettera che gli scrisse per richiamarlo, almeno provvisoriamente, in Europa, giunse quando egli era gi morto.