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LA CHIESA DI DIO

S. Anselmo   21/4/2017

 

Sant' Anselmo d'Aosta Vescovo e dottore della Chiesa

Memoria Facoltativa

Aosta, 1033 - Canterbury, Inghilterra, 21 aprile 1109

Nasce verso il 1033 ad Aosta da madre piemontese, entrambi nobili e ricchi. Travagliato il rapporto con la famiglia che lo invia da un parente per l'educazione. Sar solo con i benedettini d'Aosta che Anselmo trova il suo posto: a quindici anni sente il desiderio di farsi monaco. Contrastato dai genitori decide di andarsene: dopo tre anni tra la Borgogna e la Francia centrale, va ad Avranches, in Normandia, dove si trova l'abbazia del Bec con la scuola, fondata nel 1034. Qui conosce il priore Lanfranco di Pavia che ne cura il percorso di studio. Nel 1060 Anselmo entra nel seminario benedettino del Bec, di cui diventer priore. Qui avvier la sua attivit di ricerca teologica che lo porter ad essere annoverato tra i maggiori teologi dell'Occidente. Nel 176 pubblica il Monologion. Nel 1093 diventa arcivescovo di Canterbury. A causa di dissapori con il potere politico costretto all'esilio a Roma due volte. Muore a Canterbury nel 1109. (Avvenire)

Etimologia: Anselmo = protetto da Dio, Dio gli elmo, dal tedesco

Emblema: Bastone pastorale

Martirologio Romano: SantAnselmo, vescovo e dottore della Chiesa, che, originario di Aosta, fu dapprima monaco nel monastero di Bec nella Normandia in Francia; divenutone abate, insegn ai suoi confratelli a progredire sulla via della perfezione e a cercare Dio con lintelletto della fede; promosso poi allinsigne sede di Canterbury in Inghilterra, lott strenuamente per la libert della Chiesa, sopportando per questo sofferenze e lesilio.

San Sulpizio

Il celeberrimo Sant'Anselmo una tra le pi grandi glorie del Piemonte e della Valle d'Aosta, essendo nato verso il 1033 ad Aosta da madre piemontese. I suoi genitori erano nobili e ricchi: sua madre Ermemberga era una perfetta madre di famiglia, mentre suo padre Gandolfo viveva immerso nei suoi impegni secolari. Anselmo sin dalla sua infanzia sogn di poter raggiungere Dio e nella sua semplicit ipotizzava che risiedesse sulla sommit delle montagne. Gi avido di sapere, fu affidato ad un parente per un'accurata educazione, ma non essendo stato compreso dal brutale maestro cadde in una terribile crisi d'ipocondria. Per guarirlo occorsero tutto il tatto e l'amorevolezza della mamma, la quale finalmente lo affid poi ai benedettini d'Aosta. All'et di quindici anni Anselmo inizi a sentire il desiderio di farsi monaco, ma il padre non ne volle sapere preferendo farlo erede dei suoi averi. Le attrattive del mondo e le passioni prevalsero allora sul giovane, specialmente dopo la morte della madre. Il padre, che mor poi monaco, lo prese in tale avversione che Anselmo decise di abbandonare la famiglia e la patria in compagnia di un servo.
Dopo tre anni trascorsi tra la Borgogna e la Francia centrale, Anselmo si rec ad Avranches, in Normandia, ove venne a conoscenza dell'abbazia del Bec e della sua scuola, fondata nel 1034. Vi si rec per conoscere il priore, Lanfranco di Pavia, e restare presso di lui, come tanti altri chierici attratti dalla fama del suo sapere. I progressi nello studio furono tanto sorprendenti che lo stesso Lanfranco prese a prediligerlo ed addirittura a farsi coadiuvare da lui nell'insegnamento. In tale contesto Anselmo sent rinascere in s il desiderio di vestire l'abito monacale. Avrebbe per altri posti dove poter sfoggiare la sua sapienza senza dover competere con il maestro Lanfranco, ma non trovando valide alternative nel 1060 entr nel seminario benedettino del Bec. Dopo soli tre anni di regolare osservanza merit di succedere a Lanfranco nella carica di priore e di direttore della scuola, visto che quest'ultimo era stato destinato a governare l'abbazia di Saint'Etienne-de-Caen. Nonostante il moltiplicarsi delle responsabilit, Anselmo non trascur di dedicarsi sempre pi a Dio ed allo studio, preparandosi cos a risolvere le pi oscure questioni rimaste sino ad allora insolute. Non bastandogli le ore diurne per approfondire le Scritture ed i Padri della Chiesa, egli soleva trascorrere parte della notte in preghiera e correggendo manoscritti. Ci si pu fare un'idea del suo insegnamento leggendo gli opuscoli ed i dialoghi da lui lasciati, alcuni dei quali sono veri e propri piccoli capolavori pedagogici e dogmatici.
Sant'Anselmo fu indubbiamente un grande speculativo, ma anche un grande direttore di anime. La fama del suo monastero si sparse ovunque ed attir un'lite avida di scienza e di perfezione religiosa. Egli se ne occupava in prima persona con cura speciale. Molte delle sue 447 lettere mostrano l'arte che possedeva per guadagnare i cuori, adattandosi all'et di ciascuno e puntando sull'affabilit dei modi. Alla morte dell'abate Herluin, il 26 agosto 1078 i confratelli all'unanimit designarono Anselmo a succedergli. L'acutezza dell'intelligenza, la straordinaria dolcezza di carattere e la santit della vita gli meritarono un immenso ascendente tanto nel monastero quanto fuori. Intraprese relazioni con il maestro Lanfranco, nominato arcivescovo di Canterbury nel 1070, e collabor all'organizzazione di alcuni monasteri inglesi: ci gli permise inoltre di farsi conoscere dalla nobilt del paese ed apprezzare dalla corte di Londra.
Nel 1076 Anselmo pubblic il Monologion per soddisfare il desiderio dei monaci di meditare sull'essenza divina. Questa sua prima opera si rivel un capolavoro per la densit e lucidit di pensiero circa l'esistenza di Dio, i suoi attributi e la Trinit. Ad essa segu il Proslogion, pi celebre della precedente per l'assai discusso argomento che escogit a dimostrazione dell'esistenza dell'Essere supremo, in sostituzione dei lunghi e noiosi ragionamenti che aveva esposto nel Monologion. Dio l'essere di cui non si pu pensare il maggiore; il concetto di tale essere nella nostra mente, ma tale essere deve esistere anche nella realt, fuori della nostra mente, perch, se esistesse solo nella mente, se ne potrebbe pensare un altro maggiore, uno, cio, che esistesse non solo nella mente, ma anche nella realt fuori di essa.
La fama di Anselmo si diffuse ancora di pi in tutta Europa. Era talmente venerato e amato in Inghilterra che il 6 marzo 1093, in seguito alle pressioni dei vescovi, dei signori e di tutto il popolo, fu eletto dal re Guglielmo II il Rosso arcivescovo di Canterbury, sede ormai vacante dalla morte di Lanfranco avvenuta nel 1089. La sua resistenza fu tenace ma inutile ed in riferimento alle difficolt d'intesa tra il re e il primate afferm con i vescovi ed i nobili che l'accompagnavano: Voi volete soggiogare insieme un toro non domo e una povera pecora. Il toro trasciner la pecora tra i rovi e la far a pezzi senza che sia servita a nulla. La vostra gioia si muter in tristezza. Vedrete la chiesa di Canterbury ricadere nella vedovanza vivente il suo pastore. Nessuno di voi oser resistere dopo di me e il re vi calpester a piacimento.
La situazione della Chiesa inglese era effettivamente molto triste in quel periodo a causa della simonia, della decadenza dei costumi e della violazione della libert religiosa da parte del re. Sant'Anselmo tent di rimediare a tutto ci, nella scia della riforma adottata da San Gregorio VII. Non dest quindi meraviglia se, nel 1095, scoppi tra l'autorit secolare e quella religiosa un aspro conflitto circa il riconoscimento del pontefice Urbano II. Nulla convinse l'arcivescovo a recedere dal suo proposito e, dopo molte difficolt, nel 1097 pot recarsi a Roma per consultare il papa stesso. Questi lo ricevette con grandi manifestazioni di stima e nel 1098 lo invit al Concilio di Bari, convocato per ricondurre all'unit della Chiesa gli aderenti allo scisma consumatosi nel 1054 tra Oriente ed Occidente. Nelle questioni discusse Sant'Anselmo apparve come il teologo dei latini, confutando vittoriosamente le obiezioni degli avversari contro la processione dello Spirito Santo da parte di entrambe la altre persone della Santissima Trinit. Nel 1099 prese ancora parte al sinodo di Roma, in cui furono ribaditi i decreti contro la simonia, il concubinato dei chierici e la reinvestitura laica. Part poi per Lione, ove fu per costretto a trattenersi poich il re non lo autorizzava a tornare alla sua sede. In Italia aveva completato il suo grande trattato sui Motivi dell'Incarnazione, mentre a Lione ne ultim un altro Sulla nascita verginale di Cristo e il peccato originale.
Nel 1110 Enrico Beauclerc successe al fratello Guglielmo sul trono inglese e, desiderando avere l'arcivescovo di Canterbury tra i suoi sostenitori, lo invit a ritornare. Il nuovo sovrano non aveva per alcuna intenzione di rinunciare a spadroneggiare sulla Chiesa, motivo per cui nel 1103 Anselmo, inflessibile nella difesa dei suoi diritti, dovette una seconda volta andare in esilio a Roma. Dopo lunghe trattative con il nuovo papa Pasquale II, il sovrano rinunci infine all'investitura dei feudi ecclesiastici, accontentandosi solo dell'omaggio. Nel 1106 il primate pot cos ritornare nella sua sede e dedicare all'intenso lavoro pastorale gli ultimi anni della sua vita. Non potendo pi camminare, si faceva quotidianamente trasportare in chiesa per assistere alla Messa. Sul letto di morte prov solo il rimpianto di non aver avuto tempo sufficiente per poter chiarire il problema dell'origine dell'anima. Sant'Anselmo mor il 21 aprile 1109 a Canterbury e fu sepolto nella celebre cattedrale. Il pontefice Alessandro III nel 1163 concesse all'arcivescovo Tommaso Becket, di procedere all'elevazione del corpo del suo predecessore, atto che a quel tempo corrispondeva a tutti gli effetti ad un'odierna canonizzazione. Sant'Anselmo d'Aosta fu infine annoverato tra i Dottori della Chiesa da Clemente XI l'8 febbraio 1720. Il Martyrologium ROmanum ed il calendario liturgico della Chiesa universale commemorano il santo nell'anniversario della nascita al cielo. Aosta, sua citt natale, ha dedicato la strada principale del centro storico alla memoria del suo figlio pi celebre.