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LA CHIESA DI DIO

S. Felice da Nola   14/1/2020

 

San Felice da Nola Confessore e martire

Nola, III sec. 14 gennaio 313?

La vita del prete Felice ci narrata da san Paolino di Nola, a cui si deve anche l'importante complesso di basiliche paleocristiane a Cimitile, a sei chilometri dalla localit campana. Qui erano state deposte le spoglie di Felice, morto probabilmente dopo il 313. Nato a Nola nel III secolo da un ricco padre di origini orientali, aveva sofferto le persecuzioni ed era stato imprigionato, torturato e poi liberato miracolosamente da un angelo che lo condusse in un luogo deserto (per questo, pur non essendo stato ucciso stato venerato come martire). Grazie alla pace costantiniana Felice era rientrato in diocesi. Qui, pur essendo stato indicato come successore dal vescovo Massimo, alla morte di questi rifiut l'elezione e visse in povert fino alla fine dei suoi giorni. In suo onore si tengono due feste con processioni dal 5 al 14 gennaio, data della sua memoria liturgica. (Avvenire)

Etimologia: Felice = contento, dal latino

Martirologio Romano: A Nola in Campania, san Felice, sacerdote, che, come riferisce san Paolino, durante limperversare delle persecuzioni, pat in carcere atroci torture e, una volta ristabilita la pace, fece ritorno tra i suoi, ritirandosi in povert fino ad avanzata vecchiaia, invitto confessore della fede.


A sei km da Nola, a Cimitile vi uno dei pi importanti complessi paleocristiani del Mezzogiorno dItalia; fino al II secolo d.C. esisteva una necropoli pagana, vicino alla quale i primi cristiani della zona, seppellirono i loro morti in un cmeterium, termine da cui deriva il toponimo di Cimitile.
In seguito i nolani vi deposero le spoglie del prete s. Felice, la fama dei miracoli che si verificarono sulla tomba del santo, fece della localit, una meta di pellegrinaggio. Gi nel IV secolo, nel recinto erano presenti diverse basiliche, divenute sei nei tempi successivi, esse sono adiacenti fra loro, alcune sovrapposte e sono: San Felice in Pincis, Santo Stefano, San Giovanni, San Paolino, Santissimi Martiri e San Gaulonio, ad esse si aggiunge la parrocchiale del 1789, posta in alto sul sito archeologico e dedicata anchessa a San Felice in Pincis.
Lorigine di questi importanti luoghi di culto e di preghiera, si collega ad un monasterium fatto costruire dal vescovo di Nola s. Paolino, originario di Bordeaux, il quale stabilendosi nel 394 a Cimitile ne determin la crescita, infatti presso il monasterium si riunirono molti amici del santo vescovo, divenuto poi il santo patrono di Nola e a cui dedicata, nel giorno della sua festa il 22 giugno, la grande e celebre Festa dei Gigli di Nola; questi uomini, conducendo una vita di lavoro e di preghiera, anticiparono di un secolo la Regola di s. Benedetto.
S. Paolino divenuto vescovo di Nola nel 409, lasci il monasterium, ingrand il cimitero e fece costruire la Basilica Nuova (400-403) inglobata poi nel XVI secolo nella Basilica di S. Giovanni; questa comunicava mediante un passaggio a triplice arcata, con quella di San Felice in Pincis.
Questultima senzaltro la pi importante delle sette basiliche, edificata nel IV secolo, sui resti della necropoli dei gentili di Nola, custodisce il sepolcro del prete martire s. Felice, custodito in unarca formata da una celletta, in cui furono deposti anche i resti di altri due vescovi.
La piccola costruzione divenne un martyrium con una apertura che serviva di passaggio ai fedeli che introducevano nella tomba degli unguenti, ritenuti miracolosi e protettivi contro le malattie, dopo il contatto con il corpo del santo.
Il sepolcro inserito in unedicola monumentale, sorretta da colonne e decorata da un mosaico del V secolo, il tutto incastonato nella pi ampia Basilica; il sepolcro-altare, inizialmente piccolo e povero, divenne come la sorgente di edifici spaziosi e rimane adesso come una gemma incastonata in cinque basiliche, i cui tetti, visti da lontano danno limmagine di una grande citt; cos come lo descriveva s. Paolino nel carme 18.
Tutto quello che si conosce di s. Felice, ci trasmesso dal santo vescovo Paolino, il quale gi devoto del santo, quando arriv a Nola ed a Cimitile, gli dedic ben 14 dei suoi carmi, che sono detti natalizi (carmina natalizia) perch scritti dal 395 al 409 nella ricorrenza del dies natalis della festa del santo, il 14 gennaio.
Il racconto poetico di Paolino il primo documento storico della vita di s. Felice, cio la prima elaborazione scritta della tradizione orale, da lui appresa in zona.
Felice nacque a Nola nel III secolo da padre siro, trasferitosi dallOriente in Italia, molto ricco; aveva un fratello Ermia che scelse la carriera militare, mentre lui si consacr a Cristo come presbitero.
Divenne fedele collaboratore del vescovo di Nola, Massimo, che durante lultima persecuzione contro i cristiani, lasci Nola per rifugiarsi in luogo deserto, lasciando in citt il prete Felice che voleva come suo successore.
Ma Felice fu imprigionato e torturato, poi liberato miracolosamente da un angelo che lo condusse nel luogo deserto, dove il vecchio vescovo Massimo era moribondo, consumato dagli stenti e dalle sofferenze. Lo rifocill con il succo di uva miracolosa e poi caricatolo sulle spalle, lo riport a Nola, affidandolo alle cure di una anziana cristiana.
Durante la sospensione della persecuzione, pot riprendere il suo ministero sacerdotale, ma quando la persecuzione riprese, Felice fu di nuovo ricercato, ma egli sfugg alla cattura rifugiandosi in una cisterna disseccata, dove per sei mesi fu alimentato, senza essere conosciuto, da una pia donna.
Cessata definitivamente la persecuzione con la pace di Costantino (313), Felice ritorna a Nola, dove morto il vecchio vescovo Massimo viene candidato a succedergli, ma egli rifiuta a favore del prete Quinto, rinuncia anche ai beni che gli erano stati confiscati e trascorre il resto dei suoi giorni nella povert e nel lavoro.
Non si consce lanno della sua morte, alcuni dati dicono sotto Valeriano (258), ma come spiegare che sia lui, che il vescovo Massimo non furono uccisi, probabile quindi che siano morti dopo la pace di Costantino, quindi dopo il 313.
S. Felice fu comunque sempre venerato come martire, anche se non era stato ucciso, ma certamente aveva tanto sofferto e solo miracolosamente aveva avuto salva la vita. La sua tomba fu detta Ara Veritatis, perch gli si attribuiva particolare efficacia per il trionfo della verit, contro gli spergiuri.
Al santo patrono di Cimitile, sono dedicate dai fedeli ben due feste con processioni, che iniziate il 5 gennaio, vengono completate il 14 gennaio, giorno della sua festa liturgica; la prima parte dallantichissimo sepolcro nellarea delle basiliche paleocristiane e finisce nellultima in ordine di tempo, cio nella chiesa parrocchiale di S. Felice in Pincis; laltra percorre il paese di Cimitile.
San Paolino resta il suo pi grande cantore, con i carmina ne descrive i numerosi miracoli operati, il culto che riceveva, la descrizione particolareggiata dei luoghi, delle primitive basiliche; ma nonostante ci San Felice, forse per il suo nome, cos numeroso nellagiografia cristiana, fu confuso spesso con altri santi omonimi, che portarono ad un culto fuori della zona nolana, anche a Roma (in Pincis); inoltre la presenza di un presunto protovescovo di Nola (festa il 15 novembre) di nome s. Felice, ha complicato lidentificazione.
Ma fuori discussione che il s. Felice, prete martire di Nola, quello celebrato il 14 gennaio.