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LA CHIESA DI DIO

S. Marco   25/4/2019

 

Ebreo di origine, nacque probabilmente fuori della Palestina, da famiglia benestante. San Pietro, che lo chiama figlio mio, lo ebbe certamente con s nei viaggi missionari in Oriente e a Roma, dove avrebbe scritto il Vangelo. Oltre alla familiarit con san Pietro, Marco pu vantare una lunga comunit di vita con l'apostolo Paolo, che incontr nel 44, quando Paolo e Barnaba portarono a Gerusalemme la colletta della comunit di Antiochia. Al ritorno, Barnaba port con s il giovane nipote Marco, che pi tardi si trover al fianco di san Paolo a Roma. Nel 66 san Paolo ci d l'ultima informazione su Marco, scrivendo dalla prigione romana a Timoteo: Porta con te Marco. Posso bene aver bisogno dei suoi servizi. L'evangelista probabilmente mor nel 68, di morte naturale, secondo una relazione, o secondo un'altra come martire, ad Alessandria d'Egitto. Gli Atti di Marco (IV secolo) riferiscono che il 24 aprile venne trascinato dai pagani per le vie di Alessandria legato con funi al collo. Gettato in carcere, il giorno dopo sub lo stesso atroce tormento e soccombette. Il suo corpo, dato alle fiamme, venne sottratto alla distruzione dai fedeli. Secondo una leggenda due mercanti veneziani avrebbero portato il corpo nell'828 nella citt della Venezia. (Avvenire)

Patronato: Segretarie

Etimologia: Marco = nato in marzo, sacro a Marte, dal latino

Emblema: Leone

Martirologio Romano: Festa di san Marco, Evangelista, che a Gerusalemme dapprima accompagn san Paolo nel suo apostolato, poi segu i passi di san Pietro, che lo chiam figlio; si tramanda che a Roma abbia raccolto nel Vangelo da lui scritto le catechesi dellApostolo e che abbia fondato la Chiesa di Alessandria.


La figura dellevangelista Marco, conosciuta soltanto da quanto riferiscono gli Atti degli Apostoli e alcune lettere di s. Pietro e s. Paolo; non fu certamente un discepolo del Signore e probabilmente non lo conobbe neppure, anche se qualche studioso lo identifica con il ragazzo, che secondo il Vangelo di Marco, segu Ges dopo larresto nellorto del Getsemani, avvolto in un lenzuolo; i soldati cercarono di afferrarlo ed egli sfugg nudo, lasciando il lenzuolo nelle loro mani.
Quel ragazzo era Marco, figlio della vedova benestante Maria, che metteva a disposizione del Maestro la sua casa in Gerusalemme e lannesso orto degli ulivi.
Nella grande sala della loro casa, fu consumata lUltima Cena e l si radunavano gli apostoli dopo la Passione e fino alla Pentecoste. Quello che certo che fu uno dei primi battezzati da Pietro, che frequentava assiduamente la sua casa e infatti Pietro lo chiamava in senso spirituale mio figlio.

Discepolo degli Apostoli e martirio

Nel 44 quando Paolo e Barnaba, parente del giovane, ritornarono a Gerusalemme da Antiochia, dove erano stati mandati dagli Apostoli, furono ospiti in quella casa; Marco il cui vero nome era Giovanni usato per i suoi connazionali ebrei, mentre il nome Marco lo era per presentarsi nel mondo greco-romano, ascoltava i racconti di Paolo e Barnaba sulla diffusione del Vangelo ad Antiochia e quando questi vollero ritornarci, li accompagn.
Fu con loro nel primo viaggio apostolico fino a Cipro, ma quando questi decisero di raggiungere Antiochia, attraverso una regione inospitale e paludosa sulle montagnae del Tauro, Giovanni Marco rinunci spaventato dalle difficolt e se ne torn a Gerusalemme.
Cinque anni dopo, nel 49, Paolo e Barnaba ritornarono a Gerusalemme per difendere i Gentili convertiti, ai quali i giudei cristiani volevano imporre la legge mosaica, per poter ricevere il battesimo.
Ancora ospitati dalla vedova Maria, rividero Marco, che desideroso di rifarsi della figuraccia, volle seguirli di nuovo ad Antiochia; quando i due prepararono un nuovo viaggio apostolico, Paolo non fidandosi, non lo volle con s e scelse un altro discepolo, Sila e si rec in Asia Minore, mentre Barnaba si spost a Cipro con Marco.
In seguito il giovane deve aver conquistato la fiducia degli apostoli, perch nel 60, nella sua prima lettera da Roma, Pietro salutando i cristiani dellAsia Minore, invia anche i saluti di Marco; egli divenne anche fedele collaboratore di Paolo e non esit di seguirlo a Roma, dove nel 61 risulta che Paolo era prigioniero in attesa di giudizio, lapostolo parl di lui, inviando i suoi saluti e quelli di Marco, il nipote di Barnaba ai Colossesi; e a Timoteo chiese nella sua seconda lettera da Roma, di raggiungerlo portando con s Marco perch mi sar utile per il ministero.
Forse Marco giunse in tempo per assistere al martirio di Paolo, ma certamente rimase nella capitale dei Cesari, al servizio di Pietro, anchegli presente a Roma. Durante gli anni trascorsi accanto al Principe degli Apostoli, Marco trascrisse, secondo la tradizione, la narrazione evangelica di Pietro, senza elaborarla o adattarla a uno schema personale, cosicch il suo Vangelo ha la scioltezza, la vivacit e anche la rudezza di un racconto popolare.
Affermatosi solidamente la comunit cristiana di Roma, Pietro invi in un primo momento il suo discepolo e segretario, ad evangelizzare lItalia settentrionale; ad Aquileia Marco convert Ermagora, diventato poi primo vescovo della citt e dopo averlo lasciato, simbarc e fu sorpreso da una tempesta, approdando sulle isole Rialtine (primo nucleo della futura Venezia), dove si addorment e sogn un angelo che lo salut: Pax tibi Marce evangelista meus e gli promise che in quelle isole avrebbe dormito in attesa dellultimo giorno.
Secondo unantichissima tradizione, Pietro lo mand poi ad evangelizzare Alessandria dEgitto, qui Marco fond la Chiesa locale diventandone il primo vescovo.
Nella zona di Alessandria sub il martirio, sotto limperatore Traiano (53-117); fu torturato, legato con funi e trascinato per le vie del villaggio di Bucoli, luogo pieno di rocce e asperit; lacerato dalle pietre, il suo corpo era tutta una ferita sanguinante.
Dopo una notte in carcere, dove venne confortato da un angelo, Marco fu trascinato di nuovo per le strade, finch mor un 25 aprile verso lanno 72, secondo gli Atti di Marco allet di 57 anni; ebrei e pagani volevano bruciarne il corpo, ma un violento uragano li fece disperdere, permettendo cos ad alcuni cristiani, di recuperare il corpo e seppellirlo a Bucoli in una grotta; da l nel V secolo fu traslato nella zona del Canopo.

Il Vangelo

Il Vangelo scritto da Marco, considerato dalla maggioranza degli studiosi come lo stenografo di Pietro, va posto cronologicamente tra quello di s. Matteo (scritto verso il 40) e quello di s. Luca (scritto verso il 62); esso fu scritto tra il 50 e il 60, nel periodo in cui Marco si trovava a Roma accanto a Pietro.
stato cos descritto: Marco come fu collaboratore di Pietro nella predicazione del Vangelo, cos ne fu pure linterprete e il portavoce autorizzato nella stesura del medesimo e ci ha per mezzo di esso, trasmesso la catechesi del Principe degli Apostoli, tale quale egli la predicava ai primi cristiani, specialmente nella Chiesa di Roma.
Il racconto evangelico di Marco, scritto con vivacit e scioltezza in ognuno dei sedici capitoli che lo compongono, seguono uno schema altrettanto semplice; la predicazione del Battista, il ministero di Ges in Galilea, il cammino verso Gerusalemme e lingresso solenne nella citt, la Passione, Morte e Resurrezione.
Tema del suo annunzio la proclamazione di Ges come Figlio di Dio, rivelato dal Padre, riconosciuto perfino dai demoni, rifiutato e contraddetto dalle folle, dai capi, dai discepoli. Momento culminante del suo Vangelo, la professione del centurione romano pagano ai piedi di Ges crocifisso: Veramente questuomo era Figlio di Dio, la piena definizione della realt di Ges e la meta cui deve giungere anche il discepolo.

Le vicende delle sue reliquie - Patrono di Venezia

La chiesa costruita al Canopo di Alessandria, che custodiva le sue reliquie, fu incendiata nel 644 dagli arabi e ricostruita in seguito dai patriarchi di Alessandria, Agatone (662-680), e Giovanni di Samanhud (680-689).
E in questo luogo nell828, approdarono i due mercanti veneziani Buono da Malamocco e Rustico da Torcello, che simpadronirono delle reliquie dellEvangelista minacciate dagli arabi, trasferendole a Venezia, dove giunsero il 31 gennaio 828, superando il controllo degli arabi, una tempesta e larenarsi su una secca.
Le reliquie furono accolte con grande onore dal doge Giustiniano Partecipazio, figlio e successore del primo doge delle Isole di Rialto, Agnello; e riposte provvisoriamente in una piccola cappella, luogo oggi identificato dove si trova il tesoro di San Marco.
Inizi la costruzione di una basilica, che fu portata a termine nell832 dal fratello Giovanni suo successore; Dante nel suo memorabile poema scrisse. Cielo e mare vi posero mano, ed effettivamente la Basilica di San Marco un prodigio di marmi e doro al confine dellarte.
Ma la splendida Basilica ebbe pure i suoi guai, essa and distrutta una prima volta da un incendio nel 976, provocato dal popolo in rivolta contro il doge Candiano IV (959-976) che l si era rifugiato insieme al figlio; in quelloccasione fu distrutto anche il vicino Palazzo Ducale.
Nel 976-978, il doge Pietro Orseolo I il Santo, ristruttur a sue spese sia il Palazzo che la Basilica; lattuale Terza San Marco fu iniziata invece nel 1063, per volont del doge Domenico I Contarini e completata nei mosaici e marmi dal doge suo successore, Domenico Selvo (1071-1084).
La Basilica fu consacrata nel 1094, quando era doge Vitale Falier; ma gi nel 1071 s. Marco fu scelto come titolare della Basilica e Patrono principale della Serenissima, al posto di s. Teodoro, che fino allXI secolo era il patrono e lunico santo militare venerato dappertutto.
Le due colonne monolitiche poste tra il molo e la piazzetta, portano sulla sommit rispettivamente lalato Leone di S. Marco e il santo guerriero Teodoro, che uccide un drago simile ad un coccodrillo.
La cerimonia della dedicazione e consacrazione della Basilica, avvenuta il 25 aprile 1094, fu preceduta da un triduo di penitenza, digiuno e preghiere, per ottenere il ritrovamento delle reliquie dellEvangelista, delle quali non si conosceva pi lubicazione.
Dopo la Messa celebrata dal vescovo, si spezz il marmo di rivestimento di un pilastro della navata destra, a lato dellambone e comparve la cassetta contenente le reliquie, mentre un profumo dolcissimo si spargeva per la Basilica.
Venezia rest indissolubilmente legata al suo Santo patrono, il cui simbolo di evangelista, il leone alato che artiglia un libro con la gi citata scritta: Pax tibi Marce evangelista meus, divenne lo stemma della Serenissima, che per secoli fu posto in ogni angolo della citt ed elevato in ogni luogo dove port il suo dominio.
San Marco patrono dei notai, degli scrivani, dei vetrai, dei pittori su vetro, degli ottici; la sua festa il 25 aprile, data che ha fatto fiorire una quantit di detti e proverbi.


Autore:
Antonio Borrelli