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LA CHIESA DI DIO

S. Giuseppe   19/3/2019

 

San Giuseppe Sposo della Beata Vergine Maria

19 marzo (nel 2008: 15 marzo)

Questa celebrazione ha profonde radici bibliche; Giuseppe l'ultimo patriarca che riceve le comunicazioni del Signore attraverso l'umile via dei sogni. Come l'antico Giuseppe, l'uomo giusto e fedele (Mt 1,19) che Dio ha posto a custode della sua casa. Egli collega Ges, re messianico, alla discendenza di Davide. Sposo di Maria e padre putativo, guida la Sacra Famiglia nella fuga e nel ritorno dall'Egitto, rifacendo il cammino dell'Esodo. Pio IX lo ha dichiarato patrono della Chiesa universale e Giovanni XXIII ha inserito il suo nome nel Canone romano. (Mess. Rom.)

Patronato: Padri, Carpentieri, Lavoratori, Moribondi, Economi, Procuratori Legali

Etimologia: Giuseppe = aggiunto (in famiglia), dall'ebraico

Emblema: Giglio

Martirologio Romano: Solennit di san Giuseppe, sposo della beata Vergine Maria: uomo giusto, nato dalla stirpe di Davide, fece da padre al Figlio di Dio Ges Cristo, che volle essere chiamato figlio di Giuseppe ed essergli sottomesso come un figlio al padre. La Chiesa con speciale onore lo venera come patrono, posto dal Signore a custodia della sua famiglia.

 

San Giuseppe


Sotto la sua protezione si sono posti Ordini e Congregazioni religiose, associazioni e pie unioni, sacerdoti e laici, dotti e ignoranti. Forse non tutti sanno che Papa Giovanni XXIII, di recente fatto Beato, nel salire al soglio pontificio aveva accarezzato lidea di farsi chiamare Giuseppe, tanta era la devozione che lo legava al santo falegname di Nazareth. Nessun pontefice aveva mai scelto questo nome, che in verit non appartiene alla tradizione della Chiesa, ma il papa buono si sarebbe fatto chiamare volentieri Giuseppe I, se fosse stato possibile, proprio in virt della profonda venerazione che nutriva per questo grande Santo. Grande, eppure ancor oggi piuttosto sconosciuto. Il nascondimento, nel corso della sua intera vita come dopo la sua morte, sembra quasi essere la cifra, il segno distintivo di san Giuseppe. Come giustamente ha osservato Vittorio Messori, lo starsene celato ed emergere solo pian piano con il tempo sembra far parte dello straordinario ruolo che gli stato attribuito nella storia della salvezza. Il Nuovo Testamento non attribuisce a san Giuseppe neppure una parola. Quando comincia la vita pubblica di Ges, egli probabilmente gi scomparso (alle nozze di Cana, infatti, non menzionato), ma noi non sappiamo n dove n quando sia morto; non conosciamo la sua tomba, mentre ci nota quella di Abramo che pi vecchia di secoli. Il Vangelo gli conferisce lappellativo di Giusto. Nel linguaggio biblico detto giusto chi ama lo spirito e la lettera della Legge, come espressione della volont di Dio. Giuseppe discende dalla casa di David, di lui sappiamo che era un artigiano che lavorava il legno. Non era affatto vecchio, come la tradizione agiografica e certa iconografia ce lo presentano, secondo il clich del buon vecchio Giuseppe che prese in sposa la Vergine di Nazareth per fare da padre putativo al Figlio di Dio. Al contrario, egli era un uomo nel fiore degli anni, dal cuore generoso e ricco di fede, indubbiamente innamorato di Maria. Con lei si fidanz secondo gli usi e i costumi del suo tempo. Il fidanzamento per gli ebrei equivaleva al matrimonio, durava un anno e non dava luogo a coabitazione n a vita coniugale tra i due; alla fine si teneva la festa durante la quale sintroduceva la fidanzata in casa del fidanzato ed iniziava cos la vita coniugale. Se nel frattempo veniva concepito un figlio, lo sposo copriva del suo nome il neonato; se la sposa era ritenuta colpevole di infedelt poteva essere denunciata al tribunale locale. La procedura da rispettare era a dir poco infamante: la morte alladultera era comminata mediante la lapidazione. Ora appunto nel Vangelo di Matteo leggiamo che Maria, essendo promessa sposa a Giuseppe, si trov incinta per virt dello Spirito Santo, prima di essere venuti ad abitare insieme. Giuseppe, suo sposo, che era un uomo giusto e non voleva esporla allinfamia, pens di rimandarla in segreto(Mt 18-19). Mentre era ancora incerto sul da farsi, ecco lAngelo del Signore a rassicurarlo: Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perch quel che generato in lei viene dallo Spirito Santo. Ella partorir un figlio, e tu lo chiamerai Ges; egli infatti salver il suo popolo dai suoi peccati (Mt 1,20-21). Giuseppe pu accettare o no il progetto di Dio. In ogni vocazione che si rispetti, al mistero della chiamata fa sempre da contrappunto lesercizio della libert, giacch il Signore non violenta mai lintimit delle sue creature n mai interferisce sul loro libero arbitrio. Giuseppe allora pu accettare o no. Per amore di Maria accetta, nelle Scritture leggiamo che fece come lAngelo del Signore gli aveva ordinato, e prese sua moglie con s(Mt 1, 24). Egli ubbid prontamente allAngelo e in questo modo disse il suo s allopera della Redenzione. Perci quando noi guardiamo al s di Maria dobbiamo anche pensare al s di Giuseppe al progetto di Dio. Forzando ogni prudenza terrena, e andando al di l delle convenzioni sociali e dei costumi del suo tempo, egli seppe far vincere lamore, mostrandosi accogliente verso il mistero dellIncarnazione del Verbo. Nella schiera dei suoi fedeli il primo in ordine di tempo oltre che di grandezza lui: san Giuseppe senzombra di dubbio il primo devoto di Maria. Una volta conosciuta la sua missione, si consacr a lei con tutte le sue forze. Fu sposo, custode, discepolo, guida e sostegno: tutto di Maria. () Quello di Maria e Giuseppe fu un vero matrimonio? E la domanda che affiora pi frequentemente sulle labbra sia di dotti che di semplici fedeli. Sappiamo che la loro fu una convivenza matrimoniale vissuta nella verginit (cfr. Mt 1, 18-25), ossia un matrimonio verginale, ma un matrimonio comunque vissuto nella comunione pi piena e pi vera: una comunione di vita al di l delleros, una sponsalit implicante un amore profondo ma non orientato al sesso e alla generazione (S. De Fiores). Se Maria vive di fede, Giuseppe non le da meno. Se Maria modello di umilt, in questa umilt si specchia anche quella del suo sposo. Maria amava il silenzio, Giuseppe anche: tra loro due esisteva, n poteva essere diversamente, una comunione sponsale che era vera comunione dei cuori, cementata da profonde affinit spirituali. La coppia di Maria e Giuseppe costituisce il vertice ha detto Giovanni Paolo II , dal quale la santit si espande su tutta la terra (Redemptoris Custos, n. 7). La coniugalit di Maria e Giuseppe, in cui adombrata la prima chiesa domestica della storia, anticipa per cos dire la condizione finale del Regno (cfr. Lc 20, 34-36 ; Mt 22, 30), divenendo in questo modo, gi sulla terra, prefigurazione del Paradiso, dove Dio sar tutto in tutti, e dove solo leterno esister, solo la dimensione verticale dellesistenza, mentre lumano sar trasfigurato e assorbito nel divino. Qualunque grazia si domanda a S. Giuseppe verr certamente concessa, chi vuol credere faccia la prova affinch si persuada, sosteneva S. Teresa dAvila. Io presi per mio avvocato e patrono il glorioso s. Giuseppe e mi raccomandai a lui con fervore. Questo mio padre e protettore mi aiut nelle necessit in cui mi trovavo e in molte altre pi gravi, in cui era in gioco il mio onore e la salute dellanima. Ho visto che il suo aiuto fu sempre pi grande di quello che avrei potuto sperare...( cfr. cap. VI dellAutobiografia). Difficile dubitarne, se pensiamo che fra tutti i santi lumile falegname di Nazareth quello pi vicino a Ges e Maria: lo fu sulla terra, a maggior ragione lo in cielo. Perch di Ges stato il padre, sia pure adottivo, di Maria stato lo sposo. Sono davvero senza numero le grazie che si ottengono da Dio, ricorrendo a san Giuseppe. Patrono universale della Chiesa per volere di Papa Pio IX, conosciuto anche come patrono dei lavoratori nonch dei moribondi e delle anime purganti, ma il suo patrocinio si estende a tutte le necessit, sovviene a tutte le richieste. Giovanni Paolo II ha confessato di pregarlo ogni giorno. Additandolo alla devozione del popolo cristiano, in suo onore nel 1989 scrisse lEsortazione apostolica Redemptoris Custos, aggiungendo il proprio nome a una lunga lista di devoti suoi predecessori: il beato Pio IX, S. Pio X, Pio XII, Giovanni XXIII, Paolo VI.