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LA CHIESA DI DIO

S. Simeone il Vecchio   3/2/2023

 

 

Gerusalemme, inizi dellera cristiana

Etimologia: Simeone = Dio ha esaudito, dall'ebraico

Martirologio Romano: A Gerusalemme, commemorazione dei santi Simeone e Anna, il primo anziano giusto e pio, laltra vedova e profetessa: quando Ges bambino fu portato al tempio per essere presentato secondo la consuetudine della legge, essi lo salutarono come Messia e Salvatore, beata speranza e redenzione dIsraele.


Non ha sentito gli angeli annunciare la nascita di Ges, ma gi da prima sapeva che la venuta del Messia era imminente. Vangelo di Luca, cap. 2: "Lo Spirito Santo che era su di lui gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte prima di aver veduto il Messia del Signore". E sa che ogni passo della sua vecchiaia lo avvicina a quel momento. Chi Simeone, ricordato sempre fra i santi delle Chiese dOccidente e dOriente?
Alcuni testi apocrifi, ossia non canonici, lo dicono "sacerdote" (Protovangelo di Giacomo) e anche "grande maestro", "beato e giusto" (Vangelo di Nicodemo). Luca lo dice solo "giusto e timorato di Dio, che aspetta il conforto dIsraele", cio il Messia. Devessere dunque uno dei molti pii israeliti raccolti nellattesa e piuttosto distaccati dalle vicende del tempo, dal fervido dibattito religioso fra i dotti nel clima della dominazione romana. Vive nel timor di Dio, conscio di trovarsi sempre alla sua presenza. E la sua vita esemplare stata premiata con quella promessa, sicch la sua attesa del Messia non ha nulla di ansioso: Simeone aspetta sicuro e sereno.
Nasce Ges, dunque, e viene poi il giorno della sua presentazione al tempio, secondo la Legge. Maria e Giuseppe si avviano col bambino nel fitto viavai intorno alledificio sacro innalzato da Erode il Grande, e non ancora del tutto terminato. Ed ecco arrivare Simeone, anche lui, che riconosce in Ges il Messia e lo prende tra le braccia benedicendo il Signore: ora egli pu davvero morirsene in pace. E la scena dolce e notissima, tanto spesso narrata e raffigurata. Ma si pu capirla solo tenendo presente il breve inciso di Luca al versetto 27: "Mosso dunque dallo Spirito...", dallazione dello Spirito dipende ora ogni gesto di Simeone; e dipende tutto il suo discorso, che deborda vistosamente dalla tradizione, con parole che farebbero sobbalzare tanti maestri del tempo: "I miei occhi", dice, "hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele". Simeone, mosso dallo Spirito, contraddice il particolarismo del suo tempo, che aspetta un salvatore solo o soprattutto di Israele. Lui invece risale pi indietro, si rif alluniversalismo dei profeti, a Isaia: "Ti render luce delle nazioni perch porti la mia salvezza fino allestremit della terra". Gloria dIsraele s, ma anche e subito salvatore per tutti.
Parole che stupiscono molto anche Maria e Giuseppe. Ma per la Madre di Ges il vecchio Simeone ha ancora un annuncio: "Egli qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione, perch siano svelati i segreti di molti cuori. E anche a te una spada trafigger lanima". Cos termina Simeone, ancora mosso dallo Spirito, che ha incoraggiato la sua attesa. E soprattutto lha illuminata.


Autore:
Domenico Agasso