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LA CHIESA DI DIO

Ss. Angeli Custodi   2/10/2022

 

Santi Angeli Custodi

Nella storia della salvezza, Dio affida agli Angeli l'incarico di proteggere i patriarchi, i suoi servi e tutto il popolo eletto. Pietro in carcere viene liberato dal suo Angelo. Ges a difesa dei piccoli dice che i loro Angeli vedono sempre il volto del Padre che sta nei Cieli.
Figure celesti presenti nell'universo religioso e culturale della Bibbia - cos come di molte religioni antiche - e quasi sempre rappresentati come esseri alati (in quanto forza mediatrice tra Dio e la Terra), gli angeli trovano l'origine del proprio nome nel vocabolo greco anghelos =messaggero. Non a caso, nel linguaggio biblico, il termine indica una persona inviata per svolgere un incarico, una missione. Ed proprio con questo significato che la parola ricorre circa 175 volte nel Nuovo Testamento e 300 nell'Antico Testamento, che ne individua anche la funzione di milizia celeste, suddivisa in 9 gerarchie: Cherubini, Serafini, Troni, Dominazioni, Potest, Virt celesti, Principati, Arcangeli, Angeli. Oggi il tema degli Angeli, quasi scomparso dai sermoni liturgici, riecheggia stranamente nei pulpiti dei media in versione new age, nei film e addirittura negli spot pubblicitari, che hanno voluto recepirne esclusivamente l'aspetto estetico e formale.


Martirologio Romano: Memoria dei santi Angeli Custodi, che, chiamati in primo luogo a contemplare il volto di Dio nel suo splendore, furono anche inviati agli uomini dal Signore, per accompagnarli e assisterli con la loro invisibile ma premurosa presenza.

Santi Angeli Custodi

La memoria dei Santi Angeli, oggi espressamente citati nel Martirologio Romano della Chiesa Cattolica, come Angeli Custodi, si celebra dal 1670 il 2 ottobre, data fissata da papa Clemente X (1670-1676); la Chiesa Ortodossa li celebra l11 gennaio.
Ma chi sono gli Angeli e che rapporto hanno nella storia del genere umano? Prima di tutto lesistenza degli Angeli un dogma di fede, definito pi volte dalla Chiesa (Simbolo Niceno, Simbolo Costantinopolitano, IV Concilio Lateranense (1215), Concilio Vaticano I (1869-70)).
Tutto ci che riguarda gli Angeli, ha costituito una scienza propria detta angiologia; e tutti i Padri della Chiesa e i teologi, hanno nelle loro argomentazioni, espresso ed elaborato varie interpretazioni e concetti, riguardanti la loro esistenza, creazione, spiritualit, intelligenza, volont, compiti, elevazione e caduta.
Come si vede la materia cos vasta e profonda, che impossibile in questa scheda succinta, poter esporre esaurientemente largomento, ci limiteremo a dare qualche cenno essenziale.

Esistenza e creazione
La creazione degli angeli affermata implicitamente almeno in un passo del Vecchio Testamento, dove al Salmo 148 (Lode cosmica), essi sono invitati con le altre creature del cielo e della terra a benedire il Signore: Lodate il Signore dai cieli, lodatelo nellalto dei cieli. Lodatelo, voi tutti suoi angeli, lodatelo, voi tutte sue schiere Lodino tutti il nome del Signore, perch al suo comando ogni cosa stata creata.
Nel nuovo Testamento (Col. 1.16) si dice: per mezzo di Cristo sono state create tutte le cose nei cieli e sulla terra. Quindi anche gli angeli sono stati creati e se pure la tradizione incerta sul tempo e nellordine di questa creazione, essa ritenuta dai Padri indubitabile; certamente prima delluomo, perch alla cacciata dal paradiso terrestre di Adamo ed Eva, era presente un angelo, posto poi a guardia dellEden, per impedirne il ritorno dei nostri progenitori.

Spiritualit
La spiritualit degli angeli, stato oggetto di considerazioni teologiche fra i pi grandi Padri della Chiesa; s. Giustino e s. Ambrogio attribuivano agli angeli un corpo, non come il nostro, ma luminoso, imponderabile, sottile; s. Basilio e s. Agostino furono esitanti e si espressero non chiaramente; s. Giovanni Crisostomo, s. Gerolamo, s. Gregorio Magno, asserirono invece lassoluta spiritualit; il gi citato Concilio Lateranense IV, quindi il Magistero della Chiesa, afferm che gli Angeli sono spirito senza corpo.
Langelo per la sua semplicit e spiritualit immortale e immutabile, privo di quantit non pu essere localmente presente nello spazio, per si rende visibile in un luogo per esplicare il suo operato; non pu moltiplicarsi entro la stessa specie e s. Tommaso dAquino afferma che tante sono le specie angeliche quanti sono gli stessi angeli, luno diverso dallaltro.
Nella Bibbia si parla di angeli come di messaggeri ed esecutori degli ordini divini; nel Nuovo Testamento essi appaiono chiaramente come puri spiriti.
Nella credenza ebraica essi furono talvolta avvicinati a esseri materiali, ai quali si offriva ospitalit, che essi ricambiavano con benedizioni, promesse di prosperit, ecc.

Intelligenza e volont
LAngelo in quanto essere spirituale non pu essere sprovvisto della facolt dellintelligenza e della volont; anzi in lui debbono essere molto pi potenti, in quanto egli puro di spirito; sulla prontezza e infallibilit dellintelligenza angelica, come pure sullenergia, la tenace volont, la libert superiore, il grande Dottore Angelico, s. Tommaso dAquino, ha scritto ampiamente nella sua Summa Theologica, alla quale si rimanda per un approfondimento.

Elevazione
La Sacra Scrittura suggerisce pi volte che gli Angeli godono della visione del volto di Dio, perch la felicit alla quale furono destinati gli spiriti celesti, sorpassa le esigenze della natura ed soprannaturale.
E nel Nuovo Testamento frequentemente viene stabilito un paragone fra uomini, santi e angeli, come se la meta cui sono destinati i primi, altro non sia che una partecipazione al fine gi conseguito dagli angeli buoni, i quali vengono indicati come santi, figli di Dio, angeli di luce e che sono innanzi a Dio, al cospetto di Dio o del suo trono; tutte espressioni che indicano il loro stato di beatitudine; essi furono santificati nellistante stesso della loro creazione.

Caduta
Il Concilio Lateranense IV, defin come verit di fede che molti Angeli, abusando della propria libert caddero in peccato e diventarono cattivi.
San Tommaso afferm che lAngelo pot commettere solo un peccato dorgoglio, lo spirito celeste devi dallordine stabilito da Dio e non accettandolo, non riconobbe al disopra della sua perfezione, la supremazia divina, quindi peccato dorgoglio cui consegu immediatamente un peccato di disobbedienza e dinvidia per leccellenza altrui.
Altri peccati non pot commetterli, perch essi suppongono le passioni della carne, ad esempio lodio, la disperazione. Ancora s. Tommaso dAquino specifica, che il peccato dellAngelo consistito nel volersi rendere simile a Dio.
La tradizione cristiana ha dato il nome di Lucifero al pi bello e splendente degli angeli e loro capo, ribellatosi a Dio e precipitato dal cielo nellinferno; lorgoglio di Lucifero per la propria bellezza e potenza, lo port al grande atto di superbia con il quale si oppose a Dio, traendo dalla sua parte un certo numero di angeli.
Contro di lui si schierarono altri angeli dellesercito celeste capeggiati da Michele, ingaggiando una grande e primordiale lotta nella quale Lucifero con tutti i suoi, soccombette e fu precipitato dal cielo; egli divenne capo dei demoni o diavoli nellinferno e simbolo della pi sfrenata superbia.
Il nome Lucifero e la sua identificazione con il capo ribelle degli angeli, deriv da un testo del profeta Isaia (14, 12-15) in cui una satira sulla caduta di un tiranno babilonese, venne interpretata da molti scrittori ecclesiastici e dallo stesso Dante (Inf. XXIV), come la descrizione in forma poetica della ribellione celeste e della caduta del capo degli angeli.
Come sei caduto dal cielo, astro del mattino, figlio dellaurora! Come sei stato precipitato a terra, tu che aggredivi tutte le nazioni! Eppure tu pensavi in cuor tuo: Salir in cielo, al di sopra delle stelle di Dio innalzer il mio trono salir sulle nubi pi alte, sar simile allAltissimo. E invece sei stato precipitato nellabisso, nel fondo del baratro!

Lesercito celeste
La figura dellAngelo come simbolo delle gerarchie celesti, in genere appare fin dai primi tempi del cristianesimo, collocandosi in prosecuzione della tradizione ebraica e come trasformazione dei tipi precristiani delle Vittorie e dei Geni alati, che avevano anche la funzione mediatrice, tra le supreme divinit e il mondo terrestre.
Attraverso linsegnamento del De celesti hierarchia dello pseudo Dionigi lAreopagita, essi sono distribuiti in tre gerarchie, ognuna delle quali si divide in tre cori.
La prima gerarchia comprende i serafini, i cherubini e i troni; la seconda le dominazioni, le virt, le potest; la terza i principati, gli arcangeli e gli angeli.
I cori si distinguono fra loro per compiti, colori, ali e altri segni identificativi, sempre secondo lo pseudo Areopagita, i pi vicini a Dio sono i serafini, di colore rosso, segno di amore ardente, con tre paia di ali; poi vengono i cherubini con sei ali cosparse di occhi come quelle del pavone; le potest hanno due ali dai colori dellarcobaleno; i principati sono angeli armati rivolti verso Dio e cos via.
Pi distinti per la loro specifica citazione nella Bibbia, sono gli Arcangeli, i celesti messaggeri, presenti nei momenti pi importanti della Storia della Salvezza; Michele presente sin dai primordi a capo dellesercito del cielo contro gli angeli ribelli, apparve anche a papa s. Gregorio Magno sul Castel S. Angelo a Roma, lasci il segno della sua presenza nel Santuario di Monte S. Angelo nel Gargano; Gabriele il messaggero di Dio, apparve al profeta Daniele; a Zaccaria annunciante la nascita di s. Giovanni Battista, ma soprattutto port lannuncio della nascita di Cristo alla Vergine Maria; Raffaele citato nel Libro di Tobia, fu guida e salvatore dai pericoli del giovane Tobia, poi non citato nella Bibbia, c Uriele, nominato due volte nel quarto libro apocrifo di Ezra, il suo nome ricorre con frequenza nelle liturgie orientali, s. Ambrogio lo poneva fra gli arcangeli, accompagn il piccolo s. Giovanni Battista nel deserto, port lalchimia sulla terra.

Langelo nellarte
Ricchissima liconografia sugli angeli, la cui condizione di esseri spirituali, senza et e sesso, ha fatto sbizzarrire tutti gli artisti di ogni epoca, nel raffigurarli secondo la dottrina, ma anche con il proprio estro artistico.
Gli artisti, specie i pittori, vollero esprimere nei loro angeli un sovrumano stato di bellezza, avvolgendoli a volte in vesti sacerdotali o in classiche tuniche, a volte come genietti dellarte romana, quasi sempre con le ali e con il nimbo (nuvoletta); dal secolo IV e V li ritrassero in aspetto giovanile, efebico, solo nellepoca barocca apparir il tipo femminile.
Gli angeli furono raffigurati non solo in atteggiamento adorante, come nelle magnifiche Nativit o nelle Maest medioevali, ma anche in atteggiamento addolorato e umano nelle Deposizioni, vedasi i gesti di disperazione per la morte di Ges, degli angeli che assistono alla deposizione dalla croce, nel famoso dipinto di Giotto Compianto di Cristo morto (Cappella degli Scrovegni, Padova).
Poi abbiamo angeli musicanti e che cantano in coro, che suonano le trombe (tubicini); gli angeli armati in lotta con il demonio; angeli che accompagnano lo svolgersi delle opere di misericordia, ecc.

Langelo nella Bibbia
Specifici episodi del Vecchio e Nuovo Testamento, indicano la presenza degli Angeli: la lotta con langelo di Giacobbe (Genesi 32, 25-29); la scala percorsa dagli angeli, sognata da Giacobbe (Genesi, 28, 12); i tre angeli ospiti di Abramo (Genesi, 18); lintervento dellangelo che ferma la mano di Abramo che sta per sacrificare Isacco; langelo che porta il cibo al profeta Elia nel deserto.
Lannuncio ai pastori della nascita di Cristo; langelo che compare in sogno a Giuseppe, suggerendogli di fuggire con Maria e il Bambino; gli angeli che adorano e servono Ges dopo le tentazioni nel deserto; langelo che annunci alla Maddalena e alle altre donne, la resurrezione di Cristo; la liberazione di s. Pietro, dal carcere e dalle catene a Roma; senza dimenticare la cosmica e celeste simbologia angelica dellApocalisse di s. Giovanni Evangelista.

LAngelo Custode
Infine lAngelo Custode, lesistenza di un angelo per ogni uomo, che lo guida, lo protegge, dalla nascita fino alla morte, citata nel Libro di Giobbe, ma anche dallo stesso Ges, nel Vangelo di Matteo, quando indicante dei fanciulli dice: Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perch vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che nei cieli.
La Sacra Scrittura parla di altri compiti esercitati dagli angeli, come quello di offrire a Dio le nostre preghiere e sacrifici, oltre quello di accompagnare luomo nella via del bene.

Il nome di angelo nel discorrere corrente, ha assunto il significato di persona di eccezionale virt, di bont, di purezza, di bellezza angelica e indica perfezione.

Autore: Antonio Borrelli




Il nuovo Calendario universale della Chiesa ha conservato, a questa data, non la festa, ma la memoria degli Angioli Custodi.
Abbiamo gi parlato, il 5 maggio, dell'unico Santo che ripete, nei calendari, il nome di Angelo, il carmelitano Martire in Sicilia. Ma tra i moltissimi fedeli che ripetono questo nome cos diffuso non mancheranno quelli che preferiscono celebrare il loro onomastico nel giorno dedicato proprio agli Angioli, non di nome ma di fatto.
Un tempo questa festa veniva celebrata il 29 settembre, insieme con quella di San Michele, custode e protettore per eccellenza. Tre giorni fa, a quella data, abbiamo ricordato i tre Arcangeli principali, e diciamo cos prototipi, ognuno con il loro nome: Michele, Gabriele e Raffaele.
L'uso di una festa particolare dedicata agli Angioli Custodi si diffuse nella Spagna nel '400, e nel secolo successivo in Portogallo, pi tardi ancora in Austria. Nel 1670, il Papa Clemente X ne fiss la data al 2 ottobre.
La devozione per gli Angioli pi antica di quella per i Santi: prese particolare importanza nel Medioevo quando i monaci solitari ricercarono la compagnia di queste invisibili creature e le sentirono presenti nella loro vita di silenzioso raccoglimento.
Dopo il concilio di Trento, la devozione per gli Angioli fu meglio definita e conobbe nuova diffusione. Nella vita attuale, per, gli uomini trascurano sempre di pi la propria angelica compagnia, e non avvertono ormai la presenza di un puro spirito, testimone costante dei pensieri e delle azioni umane.
Di solito si parla dell'Angiolo Custode soltanto ai bambini, e per questo anche l'iconografia si fissata sulla figura dell'Arcangiolo Raffaele, che guida e conduce il giovane Tobiolo.
Gli adulti, invece, dimenticano facilmente il loro adulto testimone e consigliere, il loro invisibile compagno di viaggio, il muto testimone della loro vita. E anche questo aumenta il senso della desolazione e addirittura dell'angoscia che caratterizza il nostro tempo, nel 4uale si sono lasciate cadere, come infantili fantasie, tante consolanti e sostenitrici verit di fede.
R infatti verit di fede che ogni cristiano, dal Battesimo, riceve il proprio Angiolo Custode, che lo accompagna, lo ispira e lo guida, per tutta la vita, fino alla morte, esemplare perfetto della condotta che si dovrebbe tenere nei riguardi di Dio e degli uomini.
L'Angiolo Custode dunque il luminoso specchio sul quale ogni cristiano dovrebbe riflettere la propria condotta giornaliera.
Per questo la Chiesa ha dettato una delle pi belle preghiere che dice: "Angiolo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me, che ti fui affidato dalla piet celeste. Cos sia".