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LA CHIESA DI DIO

Trasfigurazione di Ges   6/8/2022

 

Trasfigurazione del Signore

La liturgia romana leggeva il brano evangelico riferito all'episodio della trasfigurazione il sabato delle Quattro Tempora di Quaresima, mettendo cos in relazione questo mistero con quello della passione. Lo stesso evangelista Matteo inizia il racconto con le parole: Sei giorni dopo (cio dopo la solenne confessione di Pietro e il primo annuncio della passione), Ges prese con s Pietro, Giacomo e Giovanni, suo fratello, e li condusse sopra un alto monte, in disparte. E si trasfigur davanti a loro: il suo volto risplendette come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. C' in questo episodio una netta contrapposizione all'agonia dell'orto del Getsemani. La trasfigurazione, che fa parte del mistero della salvezza, ben degna di una celebrazione liturgica che la Chiesa, sia in Occidente come in Oriente, ha comunque celebrato in vario modo e in date differenti, finch papa Callisto III elev di grado la festa, estendendola alla Chiesa universale. (Avvenire)

Martirologio Romano: Festa della Trasfigurazione del Signore, nella quale Ges Cristo, il Figlio Unigenito, lamato dellEterno Padre, davanti ai santi Apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni, avendo come testimoni la legge ed i profeti, manifest la sua gloria, per rivelare che la nostra umile condizione di servi da lui stesso assunta era stata per opera della grazia gloriosamente redenta e per proclamare fino ai confini della terra che limmagine di Dio, secondo la quale luomo fu creato, sebbene corrotta in Adamo, era stata ricreata in Cristo.

Trasfigurazione del Signore

La liturgia romana leggeva il brano evangelico riferito all'episodio della trasfigurazione il sabato delle Quattro Tempora di Quaresima, mettendo cos in relazione questo mistero con quello della passione. Lo stesso evangelista Matteo inizia il racconto con le parole: "Sei giorni dopo" (cio dopo la solenne confessione di Pietro e il primo annuncio della passione), "Ges prese con s Pietro, Giacomo e Giovanni, suo fratello, e li condusse sopra un alto monte, in disparte. E si trasfigur davanti a loro: il suo volto risplendette come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce". C' in questo episodio una netta contrapposizione all'agonia dell'orto del Getsemani. E evidente l'intenzione di Ges di offrire ai tre apostoli un antidoto che fortificasse in loro la certezza della sua divinit durante la terribile prova della passione.
L'alto monte, non meglio identificato nel Vangelo, quasi concordemente ritenuto il Tabor, che si erge nel cuore della Galilea e domina la pianura circostante. La data da collocarsi tra la Pentecoste ebraica e la festa delle Capanne, nel secondo anno di vita pubblica, il 29, nel periodo dedicato da Ges in modo particolare alla formazione degli apostoli. Quella montagna isolata era infatti molto propizia alle grandi meditazioni, nel silenzio solenne delle cose e nell'aria rarefatta che mitigava la calura estiva. E in questa suggestiva cornice Ges si offr alla vista dei tre prescelti in tutto lo splendore del suo corpo glorioso, quale sarebbe dovuto apparire in ogni istante per la naturale conseguenza della visione beatifica di cui godeva perennemente la sua anima, se per un miracolo d'amore e di umilt non avesse costretto la propria umanit dentro l'involucro mortale, per offrire il suo corpo passibile di dolore in sacrificio al Padre per la nostra redenzione.
Con questa soprannaturale visione Ges dava una conferma alla confessione di Pietro: "Tu sei il Cristo, Figlio del Dio vivente". Quell'attimo di gloria sovrumana era la caparra della gloria della risurrezione: "Il Figlio dell'uomo verr nella gloria del Padre suo". Lo stesso tema del colloquio con Mos ed Elia era la conferma dell'annunzio della passione e della morte del Messia. La trasfigurazione, che fa parte del mistero della salvezza, ben degna di una celebrazione liturgica che la Chiesa, sia in Occidente come in Oriente, ha comunque celebrato in vario modo e in date differenti, finch papa Callisto III elev di grado la festa, estendendola alla Chiesa universale, per ricordare la vittoria riportata nel 1456 a Belgrado contro i Turchi e di cui giunse notizia a Roma il 6 agosto.


Autore:
Piero Bargellini