...Perché noi siamo furbi!
LA CHIESA DI DIO

S. Ambrogio   7/12/2017

 

 

Treviri, Germania, c. 340 - Milano, 4 aprile 397

Di famiglia romana cristiana, governatore delle province del nord Italia, fu acclamato vescovo di Milano il 7 dicembre 374. Rappresenta la figura ideale del vescovo, pastore, liturgo e mistagogo. Le sue opere liturgiche, i commentari sulle Scritture, i trattati ascetico-morali restano memorabili documenti del magistero e dell'arte di governo. Guida riconosciuta nella Chiesa occidentale, in cui trasfonde anche la ricchezza della tradizione orientale, estese il suo influsso in tutto il mondo latino. In epoca di grandi traformazioni culturali e sociali, la sua figura si impose come simbolo di libert e di pacificazione. Diede particolare risalto pastorale ai valori della verginit e del martirio. Autore di celebri testi liturgici, considerato il padre della liturgia ambrosiana. (Mess. Rom.)

Patronato: Apicoltori, Vescovi, Lombardia, Milano e Vigevano

Etimologia: Ambrogio = immortale, dal greco

Emblema: Api, Bastone pastorale, Gabbiano

Martirologio Romano: Memoria di santAmbrogio, vescovo di Milano e dottore della Chiesa, che si addorment nel Signore il 4 aprile, ma venerato in particolare in questo giorno, nel quale ricevette, ancora catecumeno, lepiscopato di questa celebre sede, mentre era prefetto della citt. Vero pastore e maestro dei fedeli, fu pieno di carit verso tutti, difese strenuamente la libert della Chiesa e la retta dottrina della fede contro larianesimo e istru nella devozione il popolo con commentari e inni per il canto.
(4 aprile: A Milano, deposizione di santAmbrogio, vescovo, che, nel giorno del Sabato Santo and incontro a Cristo vincitore della morte. La sua memoria si celebra il 7 dicembre nel giorno della sua ordinazione).


La memoria di Sant'Ambrogio obbligatoria per tutta la Chiesa, secondo il nuovo Calendario, ed particolarmente solenne a Milano, che in questo giorno onora il suo grande Vescovo e amatissimo Patrono.
Ambrogio non era nato a Milano, ma a Treviri, nella Gallia, verso il 339. Era figlio di un funzionario romano in servizio al di l delle Alpi, e dopo la morte del padre la famiglia rientr a Roma. Ambrogio studi diritto e retorica, e intraprese la carriera giuridica.
Si trovava a Milano, quando il Vescovo mor, e da buon funzionario imperiale, cerc che fossero evitati quei disordini spesso provocati dalle tumultuose elezioni ecclesiastiche. Parl con senno e fermezza nelle adunanze dei fedeli, perch tutto fosse fatto secondo coscienza e nel rispetto della libert. Fu in seguito a questi suoi giudiziosi discorsi che dall'assemblea si alz un grido: " Ambrogio Vescovo! ".
Ambrogio, che si trovava in quell'assemblea come funzionario imperiale, non era neppure battezzato, essendo soltanto catecumeno. Sorpreso e anche spaventato, proclam dunque la sua indegnit; si profess peccatore, tent perfino di fuggire. Tutto fu inutile.
Ricevette cos il Battesimo, e, subito dopo, la consacrazione episcopale. " Tolto dai tribunali e dall'amministrazione pubblica - dir il nuovo Vescovo - per passare all'episcopato, ho dovuto cominciare a insegnare quello che non avevo mai imparato ". Si diede perci alla lettura dei Libri sacri, poi studi i Padri della Chiesa e i Dottori, tra i quali sarebbe stato incluso anche lui, insieme con un giovane retore che, dopo dieci anni, egli stesso avrebbe battezzato: Agostino da Tagaste. L'opera di Ambrogio fu cos vasta, profonda e importante, che difficilmente pu essere riassunta. Basti dire che fu considerato quasi un secondo Papa, in un'epoca nella quale certo non mancarono alla Chiesa grandi figure di Vescovi.
Ma Sant'Ambrogio appariva pi alto di tutti per la sua opera apostolica, bench fosse piccolo e delicato nel fisico quant'era grande nello spirito.
Egli, che veniva dalla carriera dei dignitari imperiali, sostenne dinanzi all'Imperatore, non solo i diritti della Chiesa, ma l'autorit dei suoi pastori. " Sono i Vescovi che devono giudicare i laici, e non il contrario " diceva, e tra i laici metteva, per primo, l'imperatore.
Un'altra massima dell'ex funzionario imperiale era questa: " L'Imperatore nella Chiesa, non al disopra della Chiesa ". E le contingenze portarono Sant'Ambrogio ad applicare tale massima nei riguardi del grande e intollerante Imperatore Teodosio.
Quando Teodosio, in seguito all'uccisione del comandante del presidio di Tessalonica, fece trucidare - almeno cos si disse - 7000 abitanti innocenti, il Vescovo non solo gli rimprover il massacro, ma gl'impose una pubblica penitenza. Teodosio cerc di resistere. Infine ced. Nuovo David, fece penitenza dall'ottobre al Natale.
L'iconografia ambrosiana si compiaciuta di rappresentare Sant'Ambrogio che scaccia dalla soglia della cattedrale l'Imperatore pubblico peccatore: in realt l'azione del Vescovo si svolse tramite lettere e intermediari, ma il gesto resta ugualmente significativo, per indicare che n corona n scettro esonerano l'uomo dalla legge morale, uguale per tutti, e di cui sono giudici autorevoli soltanto i ministri di Dio e i pastori di anime.