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LA CHIESA DI DIO

S. Serafino   12/10/2017

 

San Serafino da Montegranaro Religioso

Montegranaro, Ascoli Piceno, 1540 - Ascoli Piceno, 12 ottobre 1604

Serafino nacque nel 1540 a Montegranaro nelle Marche. Era povero: per un periodo fece il custode di gregge. A 18 anni entr in convento a Tolentino. Fu accolto come religioso fratello nell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini e fece noviziato a Jesi. Peregrin per tutti i conventi delle Marche, perch, nonostante la buona volont e la massima diligenza che poneva nel fare le cose, non riusciva ad accontentare n superiori, n confratelli, che non gli risparmiarono rimproveri. Ma egli dimostr sempre tanta bont, povert, umilt, purezza e mortificazione. Nel 1590 Serafino si stabiliva definitivamente ad Ascoli Piceno. Due i libri fondamentali per lui: il crocefisso e la corona del rosario con cui si faceva messaggero di pace e di bene. Aveva 64 anni e la fama della sua santit si diffondeva per Ascoli, quando egli stesso chiese con insistenza il viatico. La morte lo colse il 12 ottobre 1604. Dopo essere spirato, semplice anche nella morte, la voce del popolo che lo diceva santo giunse anche alle orecchie del Papa Paolo V, il quale autorizz l'accensione di una lampada sulla sua tomba. Fu canonizzato da Clemente XIII il 16 luglio 1767. (Avvenire)

Etimologia: Serafino = colui che infonde calore, dall'ebraico

Martirologio Romano: Ad Ascoli, san Serafino da Montegranaro (Felice) de Nicola, religioso dellOrdine dei Frati Minori Cappuccini, che, vero povero, rifulse per umilt e piet.

San Serafino da Montegranaro

San Serafino nacque nel 1540 a Montegranaro nelle Marche, da Girolamo Rapagnano e da Teodora Giovannuzzi, di umili condizioni, ma cristiani ferventi. A causa della povert familiare, lavor per un certo tempo in qualit di garzone presso un contadino alla custodia del gregge.
A 18 anni buss alla porta del convento di Tolentino. Dopo alcune difficolt, fu accolto come religioso fratello nell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini e fece noviziato a Jesi. Peregrin, si pu dire per tutti i conventi delle Marche, perch, nonostante la buona volont e la massima diligenza che poneva nell'espletamento dei compiti che gli venivano affidati, non riusciva ad accontentare n superiori, n confratelli, che non gli risparmiarono rimproveri, ma egli dimostr sempre tanta bont, povert, umilt, purezza e mortificazione. Negli uffici che esercit di portinaio e di questuante, a contatto con i pi svariati ceti, sapeva trovare parole opportune, squisita delicatezza di sentimenti per condurre le anime a Dio.
Nel 1590 San Serafino si stabiliva definitivamente ad Ascoli Piceno.
La citt si affezion talmente a lui che nel 1602, essendosi diffusa la notizia di un suo trasferimento, le autorit scrissero ai superiori per evitarlo. Vero messaggero di pace e di bene, esercitava infatti un influsso grandissimo presso tutti i ceti, e la sua parola riusciva a comporre situazioni allarmanti, ad estinguere odi inveterati e ad infervorare alla virt.
Preghiera, umilt, penitenza, lavoro e pazienza, tanta pazienza, perch i rimproveri per lui erano sempre abbondanti. E Dio si incaric di aiutarlo supplendo alle sue capacit, in cucina, alla porta, nell'orto, alla questua, con i miracoli, l'introspezione dei cuori, il dono di saper confortare tutti in maniera inimitabile. Da parte sua rimase sempre contento di amare Dio conoscendo e studiando due soli libri: il crocifisso e la corona del rosario.
Aveva 64 anni e gi la fama della sua santit si diffondeva per Ascoli, quando egli stesso chiese con insistenza il viatico, mentre nessuno credeva alla sua prossima fine. La morte lo colse il 12 ottobre 1604. Dopo spirato, semplice anche nella morte, la voce del popolo che lo diceva santo, giunse anche alle orecchie del Papa Paolo V, il quale autorizzo l'accensione di una lampada sulla sua tomba. Fu canonizzato da Clemente XIII il 16 luglio 1767.


Autore:
Elisabetta Nardi