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LA CHIESA DI DIO

S. Eusebio di Vercelli   2/8/2020

 

Sant' Eusebio di Vercelli Vescovo

Memoria Facoltativa

Sardegna, inizio IV secolo - Vercelli, 1 agosto 371/372

Il primo vescovo del Piemonte nacque in Sardegna tra la fine del III e l'inizio del IV secolo. Durante gli studi ecclesiastici a Roma si fece apprezzare da papa Giulio I che verso il 345 lo nomin vescovo di Vercelli. Qui stabil per s e per i suoi preti l'obbligo della vita in comune, collegando l'evangelizzazione con lo stile monastico. I vercellesi vennero conquistati dalla sua arte oratoria: non solo parlava bene, ma esprimeva ci che sentiva dentro. Si attir cos l'ostilit degli ariani e dello stesso imperatore Costanzo che lo mand in esilio in Asia insieme a Dionigi, vescovo di Milano. Venne torturato, soffr la fame, ma nel 362 ebbe finalmente la fortuna di ritornare a Vercelli. Riprese l'evangelizzazione delle campagne, istituendo la diocesi di Tortona. Ma si spinse anche in Gallia, insediando un vescovo a Embrun. La tradizione lo considera anche fondatore di due noti santuari: quello di Oropa (Biella) e di Crea (Alessandria). Nel 371 la morte lo colse nella sua citt episcopale, che ne custodisce tuttora le reliquie nel Duomo. (Avvenire)

Patronato: Vercelli, Regione Pastorale Piemontese

Etimologia: Eusebio = uomo pio, timorato di Dio, dal greco

Emblema: Bastone pastorale, Mitra

Martirologio Romano: SantEusebio, primo vescovo di Vercelli, che consolid la Chiesa in tutta la regione subalpina e per aver confessato la fede di Nicea fu relegato dallimperatore Costanzo a Scitopoli e poi in Cappadocia e nella Tebaide. Ritornato otto anni pi tardi nella sua sede, si adoper strenuamente per ristabilire la fede contro leresia ariana.
(1 agosto: A Vercelli, anniversario della morte di santEusebio, vescovo, la cui memoria si celebra domani).

Sant Eusebio di Vercelli

Arriva in giovent dalla nativa Sardegna a Roma, segue gli studi ecclesiastici e si fa apprezzare da papa Giulio I, che verso il 345 lo nomina vescovo di Vercelli: il primo vescovo del Piemonte. Qui stabilisce per s e per i suoi preti lobbligo della vita in comune, collegando levangelizzazione con lo stile monastico. Ora i cristiani, non pi perseguitati, cominciano a litigare tra loro: da una parte, quelli che seguono la dottrina del concilio di Nicea (325) sul Figlio di Dio, "generato, non creato, della stessa sostanza del Padre"; dallaltra, i seguaci dellarianesimo, che nel Figlio vede una creatura, per quanto eminente. Con lappoggio della corte imperiale, gli ariani hanno il sopravvento in molte regioni, e faranno esiliare per cinque volte il pi energico sostenitore della dottrina nicena: Atanasio, vescovo di Alessandria dEgitto, ammirato da Eusebio che lha conosciuto a Roma.
Annullato il secondo suo esilio, un concilio ad Arles (Francia), con decisione illegale, condanna Atanasio per la terza volta. Allora il papa Liberio manda allimperatore Costanzo (figlio di Costanzo il Grande) appunto Eusebio, gi suo compagno di studi, con Lucifero, vescovo di Cagliari. Ed essi ottengono di rimettere la questione a un nuovo concilio, che si riunisce nel 355 a Milano, dove viene anche il sovrano. E subito si riparla di condannare ed esiliare Atanasio. Replica lucidamente Eusebio: prima di esaminare i casi personali, mettiamoci piuttosto tutti daccordo sui problemi generali di fede, firmando uno per uno il Credo di Nicea. Una proposta ragionevole, che per scatena il tumulto tra i vescovi e un altro tumulto dei fedeli contro i vescovi. Costanzo fa proseguire i lavori nella residenza imperiale (senza i fedeli) e tutti approvano la ri-condanna di Atanasio. Tutti meno tre: Eusebio, Lucifero, e Dionigi, vescovo di Milano. Questi non cedono, e Costanzo li esilia.
Eusebio viene mandato a Scitopoli di Palestina, e di l scrive ai suoi vercellesi una lettera giunta fino a noi. Poi trasferito in Cappadocia (Asia Minore) e poi nella Tebaide egiziana. Nel 361, morto limperatore Costanzo, si revocano le condanne: Atanasio torna ad Alessandria e indice un concilio, presente anche Eusebio, che poi per non torna subito a Vercelli: lo chiamano ad Antiochia di Siria, dove lestremismo del vescovo Lucifero fa litigare i cattolici tra di loro. Ritrova infine Vercelli nel 362. Studia, scrive, riprende levangelizzazione delle campagne, istituisce la diocesi di Tortona. Ma si spinge anche in Gallia, insediando un vescovo a Embrun. La tradizione lo considera pure fondatore di due illustri santuari: quello di Oropa (Biella) e di Crea (Alessandria). La morte lo coglie nella sua citt episcopale, che ne custodisce tuttora le reliquie nel Duomo, ricordandolo anche a fine XX secolo col nome del giornale della diocesi: LEusebiano.


Autore:
Domenico Agasso