...Perché noi siamo furbi!
LA CHIESA DI DIO

S. Valentino   14/2/2020

 

San Valentino Martire

Patronato: Innamorati, Amanti

Etimologia: Valentino = che sta bene, sano, forte, robusto, dal latino

Emblema: Bastone pastorale, Palma

Martirologio Romano: A Roma sulla via Flaminia presso il ponte Milvio, san Valentino, martire.

San Valentino Martire

La pi antica notizia di S.Valentino in un documento ufficiale della Chiesa dei secc.V-VI dove compare il suo anniversario di morte. Ancora nel sec. VIII un altro documento ci narra alcuni particolari del martirio: la tortura, la decapitazione notturna, la sepoltura ad opera dei discepoli Proculo, Efebo e Apollonio, successivo martirio di questi e loro sepoltura. Altri testi del sec. VI, raccontano che S.Valentino, cittadino e vescovo di Terni dal 197, divenuto famoso per la santit della sua vita, per la carit ed umilt, per lo zelante apostolato e per i miracoli che fece, venne invitato a Roma da un certo Cratone, oratore greco e latino, perch gli guarisse il figlio infermo da alcuni anni. Guarito il giovane, lo convert al cristianesimo insieme alla famiglia ed ai greci studiosi di lettere latine Proculo, Efebo e Apollonio, insieme al figlio del Prefetto della citt. Imprigionato sotto lImperatore Aureliano fu decollato a Roma. Era il 14 febbraio 273. Il suo corpo fu trasportato a Terni al LXIII miglio della Via Flaminia. Fu tra i primi vescovi di Terni, consacrato da S.Feliciano vescovo di Foligno nel 197. Preceduto da S.Pellegrino e S.Antimo, fratello dei SS.Cosma e Damiano.

IL CULTO

S.Valentino fu sepolto in unarea cimiteriale nei pressi dellattuale Basilica. E sicuro che quel cimitero gi esisteva in et pagana. Da questa zona provengono alcuni reperti le pi antiche risalgono ai secc. IV-V. Si tratta di titoli sepolcrali. Il pezzo pi interessante il sarcofago a teste allineate del sec.IV ora conservato in Palazzo Carrara. Eil tradizionale sarcofago paleocristiano dove sono scolpite attorno alla figura del defunto orante, Scene della vita di Cristo. La prima basilica fu costruita nel sec.IV dato che la collocazione delledificio, fuori delle mura della citt e in area cimiteriale e sopra la tomba del martire. Distrutta dai Goti, insieme alla citt nel sec. VI, sarebbe stata ricostruita nel sec.VII. A conferma di questa ultima costruzione fu il rinvenimento di una moneta di Eraclio del 641. Al periodo della prima costruzione o a quella della ricostruzione del sec.VII, dovrebbe risalire la cripta con laltare ad arcosolio, cio sotto una nicchia coperta da un arco e sopra la tomba del martire. Intorno al sec.VII la basilica fu affidata ai Benedettini. Nel 742 vi avvenne lincontro storico tra il papa Zaccaria partito da Roma verso Terni e il vecchio re longobardo Liutprando. La scelta della Basilica di S.Valentino fu fatta dal re perch allinterno di quella si veneravano le spoglie del glorioso martire alle quali egli attribuiva un valore taumaturgico. Da quellincontro il re donava al pontefice alcune citt italiane tra le quali Sutri.
Qui il pontefice ordin il nuovo vescovo di Terni alla cui morte (760) la citt rimase priva del pastore fino al 1218. In questo periodo la basilica fu ggetto di scorrerie prima di Ungari poi Normanni e Saraceni poi degli abitanti di Narni che vantavano pretese su alcuni territori e sulla Basilica. Onorio III nel 1219 vi si rec e consegn la Basilica al clero locale. Da questo anno in poi non sappiamo pi nulla dello stato di conservazione della Basilica. Agli inizi del 1600 doveva apparire fatiscente.

LA RICOGNIZIONE

Nel 1605 il vescovo Giovanni Antonio Onorati, ottenuto il permesso da papa Paolo V, fece iniziare le ricerche del corpo del Santo. Erano partite da tempo anche a Roma le ricerche dei primi martiri della Chiesa e per autenticare la loro esistenza e per accrescerne la venerazione. Il corpo di S.Valentino fu presto rinvenuto in una cassa di piombo contenuta entro unurna di marmo rozza esternamente ma allinterno intagliata con rilievi. La testa era separata dal busto a conferma della morte avvenuta per decapitazione. Fu portata subito in Cattedrale. Nessuno in citt voleva che il corpo del loro martire riposasse nella chiesa madre. Neanche la Congregazione dei Riti era favorevole poich le reliquie dovevano essere venerate l dove erano state sepolte. Cos si decise di ricostruire una nuova Basilica.

LA NUOVA BASILICA

I lavori per la costruzione della Basilica iniziarono nel 1606 e durarono alcuni anni ma gi dal 1609 questa pot essere officiata dai PP.Carmelitani, chiamati a custodirla. Nel 1618 il corpo del santo vescovo e martire venne solennemente riportato nella sua Basilica. Nel 1625 lArciduca Leopoldo dAustria, diretto a Roma, fece visita alla Basilica e si assunse la spese per la costruzione di un nuovo altare maggiore in marmo, completato nel 1632, impegnandosi a rendere alla Basilica una parte del cranio del Santo donata alcuni secoli prima ad un suo antenato. Dietro allaltare maggiore il coro con la confessione di S.Valentino, un altare costruito sopra la tomba del martire. Al centro una tela ovale che ricorda il martirio del santo, opera della fine del sec. XVII. Lepisodio del Duca Leopoldo forn loccasione per un radicale rinnovamento dellarchitettura del tempio, condotto a termine grazie anche allopera di molti ternani. La Basilica si presenta secondo uno schema caro ai teorici della Controriforma: grande navata unica con attorno cappelle laterali, due grandi cappelle costituiscono il transetto, presbiterio e dietro laltare del martire con la confessione. La facciata del sec.XVII animata da paraste, un grande portale sormontato da un finestrone. Le statue in stucco raffigurano in alto i santi patroni della citt Valentino e Anastasio (+649) e sono state aggiunte nel sec.XIX. Linterno animato da grandi paraste con capitelli in stile ionico con ghirlande. Queste sorreggono un architrave sporgente dentellato. Due cappelle per lato erano propriet di alcune famiglie importanti della citt. Le pi interessanti sono le cappelle del transetto. Quella di destra dedicata a S.Michele arcangelo ed era la cappella privata della famiglia Sciamanna. Ai lati infatti sono i monumenti funebri di alcuni membri tra i quali un certo Brunoro, vescovo di Caserta morto nel 1647. Al centro la bella pala con S.Michele che sconfigge il demonio dellartista romano Giuseppe Cesari detto il Cavalier dArpino. Esponente di una pittura colta e raffinata, docile alle richieste della Chiesa, che tornava a privilegiare chiarezza dellespressione e il decoro nella rappresentazione delle figure sacre. Questa immagine una chiara ripresa del classicismo di Raffaello: equilibrio della posa e fermezza dellatteggiamento. Laltra cappella dedicata alla santa carmelitana Teresa dAvila. La bella pala centrale raffigura la Madonna con il Bambino tra i SS.Giuseppe e Teresa dellartista Lucas De La Haye, monaco carmelitano della seconda met del sec. XVII. Lartista fu lincarico principale della decorazione della basilica. Infatti oltre a questa lascia altri capolavori tra i quali la bella pala centrale con S.Valentino chiede la protezione della Vergine su Terni e ancora una Adorazione dei pastori e una Adorazione dei Magi. Sempre per la basilica realizza le tele con i Quattro evangelisti e una serie con i Martiri ternani (Catulo, Saturnino, Lucio e magno discepoli di Valentino) conservati nella navata. Il suo stile pienamente barocco: figure ricoperte di sontuosi panneggi che si agitano al vento, intrisi di un colore caldo che fa pensare anche ad uninfluenza sullartista della pittura veneta forse filtrata dal Rubens romano. Al centro del coro una grande tela raffigurante la Crocifissione dove traspaiono figure intrise di grande drammaticit. Un ultimo capolavoro si pu ammirare in una delle cappelle della navata. Si tratta di una tela raffigurante la Madonna con il Bambino ed i SS. Lorenzo, Giovanni Battista e Bartolomeo del 1635, opera di Andrea Polinori, cittadino di Todi. Lispirazione dellartista il Caravaggio ma abile a regolarizzarlo e depurarlo di ogni aggressivit.
Lambiente della cripta presenta lantico altare ad arcosolio (inserito in una nicchia voltata a botte sopra la tomba del martire) nel quale furono rinvenute le reliquie di S.Valentino. Alcuni reperti dellarea valentiniana sono stati riuniti nellambiente accanto alla cripta.

LA LEGGENDA

La festa del vescovo e martire Valentino si riallaccia agli antichi festeggiamenti di Greci, Italici e Romani che si tenevano il 15 febbraio in onore del dio Pane, Fauno e Luperco. Questi festeggiamenti erano legati alla purificazione dei campi e ai riti di fecondit. Divenuti troppo orridi e licenziosi, furono proibiti da Augusto e poi soppressi da Gelasio nel 494. La Chiesa cristianizz quel rito pagano della fecondit anticipandolo al giorno 14 di febbraio attribuendo al martire ternano la capacit di proteggere i fidanzati e gli innamorati indirizzati al matrimonio e ad ununione allietata dai figli. Da questa vicenda sorsero alcune leggende. Le pi interessanti sono quelle che dicono il santo martire amante delle rose, fiori profumati che regalava alle coppie di fidanzati per augurare loro ununione felice. Oggi la festa di S.Valentino celebrata ovunque come Santo dellAmore. Linvito e la forza dellamore che racchiuso nel messaggio di S.Valentino deve essere considerato anche da altre angolazioni, oltre che dallormai esclusivo significato del rapporto tra uomo e donna. LAmore Dio stesso e caratterizza luomo, immagine di Dio. NellAmore risiede la solidariet e la pace, lunit della famiglia e dellintera umanit.

GLI EVENTI

A Terni sorta la Fondazione S.Valentino, che cura il culto del Santo durante lintero mese di febbraio:vi sono programmate grandi iniziative di fede e di cultura, di arte e di scienza, di spettacolo e di divertimento.Da quest'anno nata inoltre l'Associazione "San Valentino Festival" promossa da Comune, Provincia, Camera di Commercio, Diocesi, Sviluppumbria e Consorzio Cometa per organizzare eventi valentiniani anche nel resto dell'anno.