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LA CHIESA DI DIO

S. Ciriaco   4/5/2021

 

San Ciriaco di Gerusalemme Vescovo e martire

Data di nascita e morte incerte

Originario, secondo una tradizione, della Palestina. Un testo apocrifo racconta che, ebreo di nome Giuda , assunse il nome di Ciriaco dopo essersi convertito. Divenuto vescovo di Gerusalemme, sub il martirio insieme alla madre Anna, sotto Giuliano lApostata. Secondo unaltra tradizione, appena convertito Ciriaco sarebbe venuto in Italia, ad Ancona, dove venerato fin dallAlto Medioevo. Dopo un lungo episcopato, durante un pellegrinaggio sui luoghi santi, sarebbe stato martirizzato, sembra, verso il 135. Una terza tradizione racconta invece che egli non sarebbe mai giunto in Italia e che le sue reliquie furono trasportate ad Ancona nel secolo V, per volont di Galla Placidia.

Patronato: Ancona

Etimologia: Ciriaco = padrone, signore, dal greco

Emblema: Bastone pastorale, Palma


In greco, Ciriaco significa dedicato al Signore. Cos si chiamano vari santi, e tra essi quello che si ricorda qui, il patrono di Ancona, titolare della cattedrale che dal monte Guasco domina la citt e il porto. Qui il culto per lui dura da un millennio e mezzo. Ma non c una storia certa della sua vita. Abbiamo solo tradizioni incomplete, discordi, e se ne tenta qui una succinta rassegna. Secondo una di esse, egli era un dotto ebreo di nome Giuda; e si fece poi cristiano (chiamandosi Ciriaco) dopo aver visto disseppellire nella zona del Calvario quella che fu ritenuta la vera Croce di Ges. (Aveva promosso la ricerca, nella prima met del IV secolo, Elena, madre dellimperatore Costantino). Questa tradizione aggiunge che Ciriaco fu poi vescovo di Gerusalemme, e che mor martire sotto limperatore Giuliano, detto dai cristiani lApostata per il suo conflitto con la Chiesa. Una seconda tradizione dice che Ciriaco il convertito venne in Italia, fu vescovo di Ancona, e trov poi morte violenta in Palestina, dove era tornato in visita. Per non c alcun indizio di un suo ministero episcopale ad Ancona; qui il primo vescovo sicuro san Marcellino (V secolo), di cui si conserva tuttora un prezioso codice liturgico. Ma in base alla tradizione anconetana registrata anche dal Martirologio Romano, e a giudizio di studiosi moderni come Mario Natalucci, un altro scenario pare pi attendibile: Ciriaco venuto s ad Ancona; ma solo da morto, avendo trascorso tutta la vita in Palestina, onorato come testimone del ritrovamento della Croce. A quel tempo gli anconetani insistevano per ricevere da Gerusalemme i resti del primo martire cristiano, santo Stefano (che erano stati ritrovati nel 415), per collocarli in una chiesa a lui dedicata. La richiesta non fu accolta, pur essendo appoggiata da un personaggio potentissimo: Galla Placidia, figlia dellimperatore Teodosio I, sorella degli imperatori Onorio e Arcadio, moglie poi di Costanzo III e madre di Valentiniano III. Si volle tuttavia venire incontro a lei e agli anconetani, donando loro le spoglie di Ciriaco, anchegli venerato e in fama di martire. Cos incomincia la storia autentica del legame tra Ancona e Ciriaco: quelle spoglie arrivate nel V secolo si trovano oggi nellalta cattedrale, dove Ciriaco e Stefano sono raffigurati in due plutei marmorei dellXI secolo. La citt far di lui il suo patrono principale, incidendo poi la sua immagine nelle monete. Anche oggi, nel giorno della sua festa, continua a vivere unamabile tradizione: si distribuiscono ai fedeli mazzolini di giunchi benedetti. un richiamo alla leggenda secondo cui la cassa con i resti di Ciriaco arriv galleggiando sulle onde; e poi, grazie appunto a una corda fatta di giunchi attorcigliati, a forza di braccia raggiunse la terra anconetana.


Autore:
Domenico Agasso