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LA CHIESA DI DIO

S. Fabiano   20/1/2021

 

 

sec. III

Fabiano, pontefice a Roma per quattordici anni (dal 10 gennaio del 236 al 20 gennaio del 250), promosse il consolidamento e lo sviluppo della Chiesa. Divise Roma in sette diaconie per lassistenza dei poveri. Con lui la figura del vescovo di Roma assunse tale prestigio da destare preoccupazione nellimperatore Decio, sotto il quale sub il martirio. Fu sepolto nel cimitero di Callisto. (Mess. Rom.)

Patronato: Idraulici

Etimologia: Fabiano = dalla romana gens Fabia

Emblema: Palma

Martirologio Romano: San Fabiano, papa e martire, che da laico fu chiamato per grazia divina al pontificato e, offrendo un glorioso esempio di fede e di virt, sub il martirio durante la persecuzione dellimperatore Decio; san Cipriano si felicita del suo combattimento, perch diede una testimonianza irreprensibile e insigne nel governo della Chiesa; il suo corpo in questo giorno fu deposto a Roma sulla via Appia nel cimitero di Callisto.


Lhanno fatto Pontefice sebbene al momento fosse un semplice laico, di origine probabilmente non romana, anche se residente nellUrbe. Succede a papa Antero, che ha governato la Chiesa per meno di due mesi; e ha la fortuna di vivere tempi tranquilli sotto gli imperatori Gordiano III (morto sui ventanni) e Filippo, detto lArabo per le sue origini. Una parentesi pacifica, che vede anche feste solennissime per i mille anni della citt di Roma, nel 248.
Papa Fabiano tiene rapporti con i cristiani dellAfrica e dellOriente, e si dedica allorganizzazione ecclesiale nellUrbe, dividendone il territorio in sette ripartizioni territoriali. Provvede inoltre a sistemare i cimiteri cristiani, e d sepoltura a papa Ponziano, deportato in Sardegna ad metalla, cio nelle miniere, e morto nel 235. Tutte opere da tempi di pace.
Nel 249, per, Filippo lArabo viene ucciso presso Verona dalle truppe del suo rivale Decio, che prende il potere con un programma di rafforzamento interno dellImpero, contro i pericoli dinvasione ad opera dei barbari, che lo minacciano da tante parti. Per lui, rafforzamento vuol dire anche ritorno allantica religione romana, per pure ragioni politiche. Si decreta perci che tutti i sudditi dellImpero romano dovranno proclamare solennemente e pubblicamente la loro adesione al paganesimo tradizionale, compiendo pubblicamente un atto di culto, che consiste essenzialmente nellimmolazione di qualche animale. Fatto questo, ognuno ricever il libello, una sorta di certificato attestante la sua qualit di buon seguace degli antichi culti.
Chi non sacrifica in questa forma pubblica, diventa un fuorilegge, un nemico dello Stato. In Roma, tre commissioni chiamano via via tutti i cittadini alla scelta, che per i pagani costituisce un gesto semplice e naturale, mentre per i cristiani immolare un animale agli di di Roma significa rinnegare lunico Dio di Ges Cristo, respingere la sua legge. Come sempre, c una variet di comportamenti: alcuni cedono in pieno, per paura o per interesse, compiendo latto di culto. Altri cercano scappatoie di ogni genere per avere il libello senza prestare il culto richiesto. E ci sono i cristiani convinti, che dicono un risoluto no, respingendo a viso aperto limposizione e affrontando la morte.
Tra i primi a rifiutarsi di sacrificare agli di c papa Fabiano, che si spegne nel carcere Tullianum, ma non per morte violenta. Si ritiene, infatti, che labbiano lasciato morire di fame e di sfinimento in quella prigione. I cristiani lo hanno poi sepolto nel cimitero di San Callisto, lungo la Via Appia, onorandolo come martire, e liscrizione posta allora sul suo sepolcro giunta fino a noi.


Autore:
Domenico Agasso