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LA CHIESA DI DIO

Conversione di S. Paolo   25/1/2021

 

 

La conversione di Paolo che siamo chiamati a celebrare e a vivere, esprime la potenza della grazia che sovrabbonda dove abbonda il peccato. La svolta decisiva della sua vita si compie sulla via di Damasco, dive egli scopre il mistero della passione di Cristo che si rinnova nelle sue membra. Egli stesso perseguitato per Cristo dir: Completo nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che la Chiesa. Questa celebrazione, gi presente in Italia nel sec. VIII, entr nel calendario Romano sul finire del sec. X. Conclude in modo significativo la settimana dellunit dei cristiani, ricordando che non c vero ecumenismo senza conversione (cfr Conc. Vat. II, Decreto sullecumenismo Unitatis redintegratio, 7). (Mess. Rom.)

Martirologio Romano: Festa della Conversione di san Paolo Apostolo, al quale, mentre percorreva la via di Damasco spirando ancora minacce e stragi contro i discepoli del Signore, Ges in persona si manifest glorioso lungo la strada affinch, colmo di Spirito Santo, annunciasse il Vangelo della salvezza alle genti, patendo molto per il nome di Cristo.


La festa liturgica della "conversiti sancti Pauli", che appare gi nel VI secolo, propria della Chiesa latina. Poich il martirio dell'apostolo delle Genti viene commemorato a giugno, la celebrazione odierna offre l'opportunit di considerare da vicino la poliedrica figura dell'Apostolo per eccellenza, che scrisse di se stesso: "Io ho lavorato pi di tutti gli altri apostoli", ma anche: "io sono il minimo fra gli apostoli, un aborto, indegno anche d'essere chiamato apostolo".
Adduce egli stesso le credenziali che gli garantiscono il buon diritto di essere considerato apostolo: egli ha visto il Signore, Cristo Risorto, ed , perci, testimone della risurrezione; egli pure stato inviato direttamente da Cristo, come i Dodici: visione, vocazione, missione, tre requisiti che egli possiede, per i quali quel miracolo della grazia avvenuto sulla via di Damasco, dove Cristo lo costringe a una incondizionata capitolazione, sicch egli grida: "Signore, che vuoi che io faccia?". Nelle parole di Cristo rivelato il segreto della sua anima: "Ti duro ricalcitrare contro il pungolo". E vero che Saulo cercava "in tutte le sinagoghe di costringere i cristiani con minacce a bestemmiare", ma egli lo faceva in buona fede e quando si agisce per amore di Dio, il malinteso non pu durare a lungo. Affiora l'inquietudine, cio "il pungolo" della grazia, il guizzo della luce di verit: "Chi sei tu, Signore?"; "Io sono Ges che tu perseguiti". Questa mistica irruzione di Cristo nella vita di Paolo il crisma del suo apostolato e la scintilla che gli sveler la mirabile verit della inscindibile unit di Cristo con i credenti.
Questa esperienza di Cristo alle porte di Damasco, che egli paragona con l'esperienza pasquale dei Dodici e con il fulgore della prima luce della creazione, sar il "leit motiv" della sua predicazione orale e scritta. Le quattordici lettere che ci sono pervenute, ognuna delle quali mette a nudo la sua anima con rapide accensioni, ci fanno intravedere il miracolo della grazia operato sulla via di Damasco, incomprensibile per chi voglia cercarne una spiegazione puramente psicologica, ricorrendo magari all'estasi religiosa o, peggio, all'allucinazione.S. Paolo trarr dalla sua esperienza questa consolante conclusione: "Ges venuto nel mondo per salvare i peccatori, dei quali io sono il primo. Appunto per questo ho trovato misericordia. In me specialmente ha voluto Ges Cristo mostrare tutta la sua longanimit, affinch io sia di esempio per coloro che nella fede in Lui otterranno d'ora innanzi la vita eterna".

Autore: Piero Bargellini

Conversione di San Paolo
Per me vivere Cristo, a cura di Antonio Maria Sicari
La festa della conversione di san Paolo ha una doppia motivazione: dedicargli un giorno particolare (dato che il 29 giugno egli ricordato assieme a san Pietro) e celebrare un avvenimento che fu decisivo per la prima diffusione missionaria del cristianesimo. Infatti, fu nel giorno della sua conversione sulla via di Damasco che Paolo divenne lApostolo delle Genti. Lo rivel Dio stesso al discepolo Anania, inviato a battezzare Paolo: Egli per me uno strumento eletto, per portare il mio Nome davanti ai popoli (At 9,15). Ed bello sottolineare che il calendario ricorda oggi anche santAnania di Damasco.

Ma ascoltiamo il racconto della conversione, dalla stessa bocca di Paolo: Mentre ero in viaggio e mi avvicinavo a Damasco, verso mezzogiorno, allimprovviso, una gran luce dal cielo rifulse attorno a me; caddi a terra e sentii una voce che mi diceva: Saulo! Saulo! Perch mi perseguiti?. Risposi: Chi sei, o Signore?. Mi disse: Io sono Ges il Nazareno, che tu perseguiti! (At 23,14-15).

Fu nel breve tempo di questo intenso e lacerante dialogo che Paolo dovette piegarsi davanti alla misteriosa identit che gli si manifestava: Ges il Nazareno era sia il Signore, sia il vero perseguitato. In quellattimo Paolo comprese che la vicenda del Nazareno era una forza operante nella storia, una forza vittoriosa su ogni altro potere, una forza di salvezza che la sua Chiesa aveva ereditato per donarla al mondo intero. E si consegn totalmente a Ges e alla missione di predicare il Vangelo. Per me, vivere Cristo!, diceva con entusiasmo. E il messaggio che non si stanc mai di ripetere fu questo: N morte n vita, n presente n avvenire, n alcunaltra creatura potr mai separarci dallamore di Dio, in Cristo Ges, nostro Signore (Rom 8,31.39).

...fonte Avvenire.it