LETTERA ALLA CHIESA DI PESCIA di S.E. Mons. Roberto Filippini vescovo eletto della diocesi di Pescia

LETTERA ALLA CHIESA DI PESCIA

di S.E. Mons. Roberto Filippini vescovo eletto della diocesi di Pescia

 

 

Mi rivolgo a voi care sorelle e cari fratelli della Chiesa di Pescia, ancora stupito per l’inattesa nomina a vostro Vescovo. Nel passato, più volte erano circolate voci su una mia possibile designazione episcopale e anche in questi mesi erano tornate a farsi sentire, ma le avevo sempre ritenute infondate e ultimamente incredibili anche a motivo dell’età. Se Geremia obietta alla chiamata del Signore “…sono giovane” ( Ger 1,6), io mi sentivo di dover dire: “sono ormai vecchio”, con i miei sessantasette anni sulle spalle. Invece Papa Francesco che non finisce mai di sorprenderci e a cui va il mio grazie per la fiducia datami, ha ritenuto che fosse venuto il tempo per me di fare i bagagli e di trasferirmi dalla diocesi di Pisa a quella di Pescia. Il Nunzio Apostolico Mons. Adriano Bernardini che mi ha convocato a Roma per comunicarmi la decisione del Pontefice, con un po’ d’ironia mi ha detto che il Santo Padre desiderava che andassi a… conoscere meglio la vostra, che da ora in poi dirò, nostra Diocesi.

Confesso che conosco poco Pescia, la sua storia e il suo territorio, pur essendo venuto più volte a tenere delle relazioni al clero e ai laici, invitato dagli uffici diocesani o dallo stesso Vescovo Giovanni: conosco molti insegnanti di religione che hanno studiato all’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Pisa e molti giovani preti che mi hanno sopportato come insegnante allo Studio Teologico Interdiocesano di Camaiore e di cui ho un ricordo affettuoso. Ho conosciuto bene il Vescovo Giovanni De Vivo con cui mi è capitato di collaborare in diverse occasioni e ho potuto apprezzarne le belle doti umane e cristiane. C’ero anch’io in Piazza Mazzini il 24 Settembre a pregare per lui e a ringraziare con voi per il tanto bene che ha fatto nella nostra diocesi con una passione apostolica entusiasta e un sevizio generoso, senza risparmio, nella sollecitudine paterna verso tutti e specialmente verso i più deboli e i bisognosi e infine offrendo nella malattia una testimonianza limpida di grande coraggio, di fedeltà e di speranza cristiana. Mi ha commosso la presenza al suo funerale di così tanti fedeli, davvero una chiesa bella di pietre vive che ha voluto esprimere l’attaccamento amoroso e riconoscente a chi l’ha accompagnata come pastore per 22 anni: sarà difficile sostituirlo.

Ci proverò. Ammettevo sopra la mia scarsa conoscenza della realtà pesciatina, delle sue risorse e dei suoi problemi e quindi il primo impegno sarà quello di rimediare a questa lacuna, ma soprattutto cercherò di voler bene che è il miglior modo di conoscere. Cercherò di voler bene ai bambini e agli anziani, che meritano massima cura e attenzione per la fragilità della loro condizione, come anche ai poveri e ai malati, che sono il volto di Gesù fra noi; cercherò di voler bene ai giovani che devono essere la nostra più grande speranza, perché sono il futuro; cercherò di voler bene agli adulti e alle famiglie che sono la forza della trasmissione della fede e il basamento della costruzione sociale ed ecclesiale; cercherò di voler bene ai preti, ai diaconi e ai seminaristi con cui condividerò il ministero pastorale; cercherò di voler bene al mondo dei religiosi e delle religiose che con la loro consacrazione ci additano l’oltre della storia e ci chiamano alla radicalità cristiana nel seguire il Vangelo. Cercherò di voler bene a chi sta ai margini della Chiesa e a chi vi sta fuori, per rintracciare anche insieme a loro, il senso della vita e della storia, e per costruire una società più umana in cui sia rispettato ciascuno con il suo desiderio di felicità e di pace, a qualunque cultura, etnia o religione appartenga. Cercherò… e voi mi aiuterete perché le mie forze si sono affievolite per l’età. Di una cosa potete essere sicuri, non è diminuita la mia capacità d’amare e cercherò di volervi bene con ciò che più serve a tale impresa: con il cuore, con tutto il cuore.

Come vedete non ho un progetto pastorale organico e strutturato, semmai lo stileremo insieme e insieme proveremo a realizzarlo: ci faremo guidare dalla Parola del Signore, lampada ai nostri passi, e dal desiderio di fare comunione con tutti, passione che mi ha sempre animato, nelle parrocchie in cui sono stato pastore, nel lavoro ecumenico, nell’impegno di formatore in Seminario e nel servizio in carcere, sempre ricevendo di più di quanto abbia dato.

Invocando l’intercessione di Maria Santissima di Fontenova e di Sant’Allucio, vi benedico e voi pregate per me.

 

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