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LA CHIESA DI DIO

S. Daniele   10/10/2019

 

San Daniele Comboni Vescovo

Limone del Garda (Brescia), 15 marzo 1831 - Khartum (Sudan), 10 ottobre 1881

Nacque a Limone sul Garda il 15 marzo 1831, venne educato a Verona, e si forma in una orbita culturale Mitteleuropea; morto a Khartoum in Sudan il 10 ottobre 1881, appartiene in pieno alla storia del movimento missionario, rinvigoritosi grazie alla sua opera, concretizzando di fatto quel risveglio apostolico che - iniziato nel secolo XIX - arriver sino a noi. Stratega della nuova missionariet in Africa, Comboni l'apostolo della Nigrizia, e considera la fede come l'unica arma con cui possibile restituire agli africani la propria dignit. Daniele Comboni stato proclamato beato da Papa Giovanni Paolo II il 17 marzo 1996 e da lui canonizzato il 5 ottobre 2003.

Etimologia: Daniele = Dio il mio giudice, dall'ebraico

Emblema: Bastone pastorale

Martirologio Romano: Nella citt di Khartum in Sudan, san Daniele Comboni, vescovo, che fond lIstituto per le Missioni Africane e, nominato vescovo in Africa, si prodig senza mai lesinare energie nel predicare il Vangelo in quelle regioni e nel prendersi in tutti i modi cura della dignit degli esseri umani.

San Daniele Comboni

Autunno 1857: partono per il Sudan cinque missionari mandati da don Nicola Mazza di Verona, educatore ed evangelizzatore. Fine 1859: tre di essi sono gi morti, due rifugiati al Cairo, e a Verona torna sfinito il quinto. Daniele Comboni, unico superstite degli otto figli dei giardinieri Luigi e Domenica, sacerdote dal 1854. Riflette a lungo su quel disastro e su tanti altri, giungendo a conclusioni che saranno poi la base di un Piano, redatto nel 1864 a Roma. In esso Comboni chiede che tutta la Chiesa si impegni per la formazione religiosa e la promozione umana di tutta lAfrica. Il Piano, con le sue audaci innovazioni, lodatissimo, ma non decolla. Poi, per avversioni varie e per la morte di don Mazza (1865), Comboni si ritrova solo, impotente.
Ma non cambia. Votato alla Nigrizia, ne diventa la voce che denuncia allEuropa le sue piaghe, a partire dallo schiavismo, proibito ufficialmente, ma in pratica trionfante. Questuomo che sar poi vescovo e vicario apostolico dellAfrica centrale, vive un duro abbandono, finch il sostegno del suo vescovo, Luigi di Canossa, gli consente di tornare in Africa nel 1867, con una trentina di persone, fra cui tre padri Camilliani e tre suore francesi, aiuti preziosi per i malati. Nasce al Cairo il campo-base per il balzo verso Sud. Nascono le scuole. E proprio l, nel 1869, molti personaggi venuti allinaugurazione del Canale di Suez scoprono la prima novit di Comboni: non solo ragazzi neri che studiano, ma maestre nere che insegnano. Inaudito. Ma lui laveva detto: "LAfrica si deve salvare con lAfrica".
Poi si va a Sud: Khartum, El-Obeid, Santa Croce... Lui si divide tra Africa ed Europa, ha problemi interni duri. Ma "nulla si fa senza la croce", ripete. Una croce per tutte: il suo confessore lo calunnia, e Comboni continua a fare la sua confessione a lui. Un leone che sa essere dolce. Uno che per gli africani gi santo, che strapazza i pasci, combatte gli schiavisti e serve i mendicanti. Da lui lafricano impara a tener alta la testa. Nellautunno 1881 riprendono le epidemie: vaiolo, tifo fulminante, con strage di preti e suore in Khartum desolata. Comboni assiste i morenti, celebra i funerali, e infine muore nella casa circondata da una folla piangente. Ha 50 anni.
Poco dopo scoppia la rivolta anti-egiziana del Mahdi, che spazza via le missioni e distrugge la tomba di Comboni (solo alcuni resti verranno in seguito portati a Verona). DallItalia, dopo la sua morte, si chiede ai suoi di venir via, di cedere la missione. Risposta dallAfrica: "Siamo comboniani". E non abbanonano lAfrica. Ci sono anche ai giorni nostri, in Africa e altrove. Ne muoiono ancora oggi. Intanto il Sudan ha la sua Chiesa, i suoi vescovi. E ora il suo patrono: Giovanni Paolo II ha proclamato beato Daniele Comboni nel 1996.
E' stato canonizzato a Roma da Giovanni Paolo II il 5 ottobre 2003.


Autore:
Domenico Agasso