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LA CHIESA DI DIO

S. Nicola   6/12/2018

 

 

Ptara, Asia Minore (attuale Turchia), ca. 250 - Mira, Asia Minore, ca. 326

Proveniva da una famiglia nobile. Fu eletto vescovo per le sue doti di piet e di carit molto esplicite fin da bambino. Fu considerato santo anche da vivo. Durante la persecuzione di Diocleziano, pare sia stato imprigionato fino allepoca dellEditto di Costantino. Fu nominato patrono di Bari, e la basilica che porta il suo nome tuttora meta di parecchi pellegrinaggi. San Nicola il leggendario Santa Claus dei paesi anglosassoni, e il NiKolaus della Germania che a Natale porta i doni a bambini.

Patronato: Bambini, Ragazzi e ragazze, Scolari, Farmacisti, Mercanti, Naviganti, Pescatori, Profumieri

Etimologia: Nicola = vincidore del popolo, dal greco

Emblema: Bastone pastorale, tre sacchetti di monete (tre palle d'oro)

Martirologio Romano: San Nicola, vescovo di Mira in Licia nellodierna Turchia, celebre per la sua santit e la sua intercessione presso il trono della grazia divina.


La sua fama universale, documentata da chiese e opere darte, da istituzioni e tradizioni legate al suo nome. Ma sulla sua vita le notizie certe sono pochissime. Nato probabilmente a Ptara di Licia, in Asia Minore (attuale Turchia), poi eletto vescovo di Mira, nella stessa Licia. E qui, dicono alcune leggende, compie un miracolo dopo laltro. Come accade alle personalit forti, quasi ogni suo gesto trasfigurato in prodigio: strappa miracolosamente tre ufficiali al supplizio; preserva Mira da una carestia, con altri portenti... Qui pu trattarsi di fatti autentici, abbelliti da scrittori entusiasti. Forse per gli ufficiali egli ha ottenuto la grazia dellimperatore Costantino (al quale chieder anche sgravi dimposta per Mira); e contro la carestia pu aver organizzato rifornimenti tempestivi. Ma si racconta pure che abbia placato una tempesta in mare, e resuscitato tre giovani uccisi da un oste rapinatore... Un Passionarium del VI secolo dice che ha sofferto per la fede nelle ultime persecuzioni antecedenti Costantino, e che intervenuto nel 325 al Concilio di Nicea.
Nicola muore il 6 dicembre di un anno incerto e il suo culto si diffonde dapprima in Asia Minore (25 chiese dedicate a lui a Costantinopoli nel VI secolo). Ci sono pellegrinaggi alla sua tomba, posta fuori dellabitato di Mira. Moltissimi scritti in greco e in latino lo fanno via via conoscere nel mondo bizantino-slavo e in Occidente, cominciando da Roma e dal Sud dItalia, soggetto a Bisanzio.
Ma oltre sette secoli dopo la sua morte, quando in Puglia subentrato il dominio normanno, Nicola di Mira diventa Nicola di Bari. Sessantadue marinai baresi, sbarcati nellAsia Minore gi soggetta ai Turchi, arrivano al sepolcro di Nicola e simpadroniscono dei suoi resti, che il 9 maggio 1087 giungono a Bari accolti in trionfo: ora la citt ha un suo patrono. E forse ha impedito ad altri di arrivare alle reliquie. Dopo la collocazione provvisoria in una chiesa cittadina, il 29 settembre 1089 esse trovano sistemazione definitiva nella cripta, gi pronta, della basilica che si sta innalzando in suo onore. E il Papa in persona, Urbano II, a deporle sotto laltare. Nel 1098 lo stesso Urbano II presiede nella basilica un concilio di vescovi, tra i quali alcuni greci dellItalia settentrionale: c gi stato lo scisma dOriente.
Alla fine del XX secolo la basilica, affidata da Pio XII ai domenicani, luogo dincontro tra le Chiese dOriente e dOccidente, e sede dellIstituto di Teologia Ecumenica San Nicola. Nella cripta c anche una cappella orientale, dove i cristiani ancora separati dal 1054 possono celebrare la loro liturgia. Scrive Gerardo Cioffari, del Centro Studi San Nicola: "In tal modo la basilica si presenta... come una realt che vive il futuro ecumenico della Chiesa". Nicola di Mira e di Bari, un santo per tutti i millenni.
Nell'iconografia San Nicola facilmente riconoscibile perch tiene in mano tre sacchetti (talvolta riassunti in uno solo) di monete d'oro, spesso resi pi visibili sotto forma di tre palle d'oro.
Racconta la leggenda che nella citt dove si trovava il vescovo Nicola, un padre, non avendo i soldi per costituire la dote alle sue tre figlie e farle cos sposare convenientemente, avesse deciso di mandarle a prostituirsi. Nicola, venuto a conoscenza di questa idea, forn tre sacchietti di monete d'oro che costituirono quindi la dote delle fanciulle, salvandone la purezza.